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Ordinanza

Ordinanza n. 382/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento emesso dal Ministero dell'Interno in data 30/10/2025, notificato il 03/11/2025, con cui veniva decretato il respingimento dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana K10/-OMISSIS-, ai sensi dell'art. 9 comma 1 lettera f) della Legge 5 febbraio 1992 n. 91, presentata in data 22/09/2023

Giustizia amministrativa202514745

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), l. 91/1992

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Ministero dell'Interno del 30 ottobre 2025, notificato il 3 novembre 2025, con cui è stata respinta l'istanza di concessione della cittadinanza italiana presentata il 22 settembre 2023. In via incidentale ha chiesto la sospensione dell'efficacia del diniego, prospettando un pregiudizio connesso alla violazione del diritto alla libera circolazione, allo studio e alla prestazione lavorativa, nonché ai diritti politici riferiti all'elettorato.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto del requisito del periculum in mora. A un primo e sommario esame, il pregiudizio lamentato non è stato ritenuto grave e irreparabile. Quanto alla libera circolazione, allo studio e al lavoro, la perdita di nuove occasioni lavorative è stata prospettata in termini ipotetici e non integra un danno concreto, attuale e grave, anche considerando la stabilità della situazione lavorativa ed economica del ricorrente. Quanto ai diritti politici e all'elettorato, la gravità e irreparabilità del pregiudizio sono state escluse in ragione della frequenza dell'esercizio dei relativi diritti, tale da consentire il completo esame della controversia nella fase di merito. Il TAR ha posto le spese della fase cautelare a carico del ricorrente, liquidandole in euro 1.000, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lettera f), l. 91/1992

    La disposizione è indicata quale base normativa del provvedimento ministeriale di diniego della concessione della cittadinanza italiana; l'ordinanza non ne esamina in dettaglio l'interpretazione sostanziale.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare e costituisce la base processuale per la valutazione dei presupposti delle misure cautelari.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la perdita meramente ipotetica di future occasioni lavorative non dimostra un danno concreto, attuale, grave e irreparabile, soprattutto quando la situazione lavorativa ed economica dell'interessato risulti stabile.
  • Il pregiudizio derivante dalla temporanea impossibilità di esercitare diritti politici può non assumere carattere grave e irreparabile quando la frequenza dell'esercizio di tali diritti consenta di definire compiutamente la controversia nella successiva fase di merito senza compromissione definitiva della posizione dell'interessato.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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