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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20041/2022 del 23/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Yachou Omar era stato ammesso alla messa alla prova per il reato di guida in stato di ebbrezza (art. 186 comma 2, lett. c), d.lgs. n. 285/1992). Il GUP di Como dichiarò il reato estinto per esito positivo della messa alla prova e, richiamando l'art. 224 C.d.S., disponeva altresì la trasmissione degli atti al Prefetto per l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente. Il ricorrente impugnò in Cassazione deducendo che il giudice aveva travalicato la propria competenza riservata all'organo amministrativo e che la sanzione accessoria applicabile sarebbe stata la sospensione, contestando inoltre incongruità e violazione di norme processuali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondate le censure. Ha affermato il principio consolidato secondo cui, quando il reato è estinto per esito positivo della messa alla prova (art. 168-ter cod. pen.), il giudice non può applicare direttamente le sanzioni amministrative accessorie di competenza del Prefetto né disporre atti finalizzati alla loro applicazione. Ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata nella parte in cui disponeva la trasmissione degli atti al Prefetto per l'applicazione della revoca della patente e ha disposto invece la trasmissione degli atti al Prefetto di Como per quanto di sua competenza.

Norme richiamate

  • art. 168-ter cod. pen.

    Regola l'estinzione del reato in caso di esito positivo della messa alla prova; la Corte interpreta che tale estinzione impedisce al giudice penale di applicare o disporre l'applicazione di sanzioni amministrative accessorie competenza dell'organo amministrativo.

  • art. 224 d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (Codice della Strada), comma 3

    Attribuisce al Prefetto la competenza ad applicare sanzioni amministrative accessorie come la sospensione o revoca della patente; la Corte sottolinea che il GUP non può surrogare quella competenza quando il reato è estinto per messa alla prova.

  • art. 186 comma 2, lett. c), 2-sexies d.lgs. n. 285/1992

    Norma che definisce il reato di guida in stato di ebbrezza e le conseguenze; contestata nel procedimento originario ed utilizzata dalla Corte per qualificare il tipo di illecito in relazione alle sanzioni accessorie.

  • art. 186 comma 9-bis e art. 187 comma 8-bis d.lgs. n. 285/1992

    Prevedono ipotesi in cui, per misure sostitutive (es. lavoro di pubblica utilità), la disciplina consente al giudice penale di applicare direttamente la sanzione amministrativa accessoria; la Corte distingue queste ipotesi dalla messa alla prova, spiegando che la deroga alla competenza del Prefetto sussiste solo in tali casi specifici.

  • art. 222 comma 1 d.lgs. n. 285/1992

    Richiamato nel ricorso come norma di riferimento sulle sanzioni accessorie; la decisione sottolinea l'obbligo di rispetto delle competenze amministrative previste dal Codice della Strada.

Massime di principio

  • Se il reato è estinto per esito positivo della messa alla prova (art. 168-ter cod. pen.), il giudice penale non può applicare né disporre direttamente l'applicazione delle sanzioni amministrative accessorie di competenza del Prefetto.
  • La trasmissione degli atti al Prefetto deve limitarsi a consentire l'esercizio delle competenze amministrative del Prefetto; il giudice non deve indicare né ordinare l'applicazione di specifiche sanzioni amministrative quando ciò riguarda potestà dell'organo amministrativo.
  • Esiste una distinzione tra la messa alla prova (che esclude l'accertamento penale della responsabilità e limita l'intervento del giudice sulle sanzioni amministrative) e le misure sostitutive previste dagli artt. 186, comma 9-bis, e 187, comma 8-bis C.d.S., nelle quali la legge attribuisce al giudice la possibilità di applicare direttamente la sanzione accessoria.
  • In casi simili il ricorrente dovrebbe contestare tempestivamente ogni statuizione che ecceda la competenza del giudice penale e chiedere l'annullamento della parte che dispone provvedimenti amministrativi spettanti al Prefetto.
  • Verificare sempre quale sanzione accessoria sia prevista per il reato contestato (sospensione vs revoca) e sollevare l'errore di diritto qualora il giudice indichi o disponga erroneamente la misura amministrativa.

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