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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36196/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato la sentenza del Giudice di pace che aveva dichiarato il non doversi procedere per remissione della querela in relazione ai reati di minaccia, lesioni e danneggiamento (con violenza/minaccia). Con un unico motivo di ricorso deduce l'inosservanza della legge penale in relazione all'art. 635 c.p., sostenendo che il Giudice di pace ha erroneamente qualificato il reato di danneggiamento con minaccia o violenza come procedibile a querela, mentre tale fattispecie è perseguibile d'ufficio e la remissione della querela non ha effetto estintivo su di essa.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al reato di cui all'art. 635 c.p., ritenendo che il danneggiamento con minaccia o violenza sia perseguibile d'ufficio e che la remissione della querela fosse ininfluente rispetto a quel reato. Ha inoltre disposto la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia per quanto di competenza. Gli altri reati, per i quali era intervenuta remissione di querela, non sono stati riaperti dalla decisione.

Norme richiamate

  • art. 635 cod. pen.

    La Corte interpreta l'art. 635 c.p. (danneggiamento con minaccia o violenza) come reato perseguibile d'ufficio, per il quale la remissione della querela è ininfluente e non estingue l'azione penale

Massime di principio

  • Verificare sempre la natura del reato (procedibile d'ufficio o a querela): la remissione della querela estingue l'azione solo per i reati procedibili a querela, non per quelli perseguibili d'ufficio.
  • Se un giudice dichiara l'estinzione per remissione anche di un reato perseguibile d'ufficio, la decisione è annullabile in sede di impugnazione per violazione di legge.
  • Quando la Corte di legittimità annulla 'senza rinvio' significa che la nullità è sanata con la pronuncia e che gli atti vengono inviati al pubblico ministero per l'ulteriore esercizio dell'azione penale, se del caso.
  • In casi simili è utile che la parte che intende riaprire l'azione (es. il pubblico ministero) documenti chiaramente la natura pubblicistica del reato e la non rilevanza della remissione di querela.
  • Per la difesa dell'imputato conviene verificare la corretta qualificazione giuridica della condotta contestata e l'eventuale legittimità formale della remissione quando il reato possa essere ricondotto a una fattispecie procedibile a querela.

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