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Cassazione Penale, Ordinanza n. 40684/2025 del 17/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello, decidendo con sentenza resa ex art. 599-bis c.p.p. all'esito di concordato tra le parti, aveva accolto l'accordo e, in parziale riforma della sentenza di primo grado, esclusa la recidiva, aveva condannato l'imputato alla pena concordata per il tentativo aggravato di utilizzo indebito di carta di pagamento o documento equipollente e per la rapina aggravata. Il difensore ha proposto ricorso per cassazione deducendo vizio di motivazione, sostenendo che il giudice di appello non avesse valutato le argomentazioni difensive svolte nei motivi di gravame e si fosse limitato a riprodurre il percorso argomentativo del primo giudice.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, ultima parte, c.p.p., rilevando sia la genericità dell'impugnazione, priva dell'indicazione dei capi e punti impugnati e dei motivi, sia la proponibilità di censure non consentite. Poiché la sentenza impugnata era stata emessa all'esito di concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p., il giudizio di legittimità resta circoscritto ai motivi non rinunciati; pertanto il ricorrente non poteva lamentare l'omessa motivazione sui motivi oggetto di rinuncia. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., è stata disposta la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    La sentenza di appello resa all'esito di concordato limita il perimetro del controllo di legittimità ai soli motivi non rinunciati dalle parti.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    Consente la declaratoria di inammissibilità de plano del ricorso quando l'impugnazione è generica o proposta per motivi non consentiti.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità.

  • art. 56 c.p.

    Richiamato nel capo di imputazione relativo al reato tentato.

  • art. 61, n. 10, c.p.

    Circostanza aggravante contestata nel capo relativo al tentativo.

  • art. 493-ter c.p.

    Norma incriminatrice contestata nel capo 3.

  • art. 61, n. 5, c.p.

    Circostanza aggravante contestata nel capo 4.

  • art. 628, commi 2 e 3, nn. 1 e 3-quinquies, c.p.

    Norma incriminatrice contestata nel capo 4, in forma aggravata.

  • art. 616 c.p.p.

    Richiamato per la conseguenza economica dell'inammissibilità.

Massime di principio

  • Quando la sentenza di appello è resa ex art. 599-bis c.p.p. all'esito di concordato, il ricorso per cassazione non può riproporre doglianze relative ai motivi rinunciati, perché il consenso delle parti circoscrive il thema decidendum del giudice di legittimità ai soli profili non oggetto di rinuncia.
  • L'impugnazione per cassazione deve indicare specificamente capi, punti e motivi censurati; la mancata specificità, unita alla proposizione di motivi non consentiti, integra inammissibilità immediata del ricorso.
  • L'omessa motivazione su questioni già oggetto di rinuncia nell'accordo ex art. 599-bis c.p.p. non è deducibile in cassazione, poiché il controllo della Suprema Corte non può estendersi oltre i limiti dell'intesa processuale.
  • Alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna del ricorrente alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende, salvo che emerga assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNe bis in idem

Testo integrale

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