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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30124/2026 del 06/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale)

La controversia

Il detenuto aveva chiesto la detenzione domiciliare e il differimento facoltativo della pena per ragioni di salute ai sensi dell’art. 147 c.p. Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha rigettato l’istanza. Avverso tale ordinanza è stato proposto ricorso per cassazione articolato in due motivi: (1) violazione di legge e vizio di motivazione sulla asserita incompatibilità delle condizioni di salute con il regime carcerario, lamentando che il giudice non avrebbe adeguatamente considerato i ricoveri in strutture sanitarie esterne, il parere della difesa e la perizia di parte, limitandosi a recepire il parere dell’area sanitaria interna; (2) violazione di legge e vizio di motivazione sul mancato ripristino della misura, sostenendo che l’ordinanza non avrebbe valorizzato la sopravvenuta sentenza assolutoria per tentata rapina ed evasione, rilevante, secondo la difesa, per il giudizio di pericolosità sociale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i motivi generici e privi di specifica indicazione delle ragioni di fatto e di diritto, osservando inoltre che le censure erano in larga parte di merito e non si confrontavano con la motivazione del provvedimento impugnato. Il Tribunale aveva infatti esaminato la documentazione sanitaria, dando conto del parere del medico di parte, della relazione sanitaria aggiornata e dell’assenza di un imminente pericolo di vita o di elementi attuali di rischio suicidiario, con giudizio di sostanziale adeguatezza delle cure intramurarie. Quanto alla sentenza assolutoria invocata dalla difesa, la Corte ha rilevato che il Tribunale non l’aveva trascurata, ma aveva comunque valorizzato, ai fini della pericolosità sociale, i 99 precedenti penali risultanti dal certificato. Conseguentemente, oltre alle spese processuali, è stata applicata la sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, con oscuramento dei dati sensibili.

Norme richiamate

  • art. 147 c.p.

    Norma richiamata quale base della richiesta di differimento facoltativo della pena per ragioni di salute.

  • art. 111 Cost.

    Invocato dalla difesa come parametro di adeguatezza motivazionale, ma non ritenuto violato dalla Corte sulla base della lettura dell’ordinanza impugnata.

  • art. 52 d.lgs. 196/03

    Richiamato per l’oscuramento dei dati sensibili nella diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • In tema di differimento facoltativo della pena per ragioni di salute, il ricorso per cassazione deve confrontarsi specificamente con la motivazione del provvedimento impugnato e indicare in modo puntuale le ragioni di fatto e di diritto che rendono erronea la valutazione del giudice di sorveglianza.
  • Non è censurabile per vizio di motivazione un’ordinanza che dia conto in modo analitico della documentazione sanitaria disponibile, del parere medico interno o esterno e delle cure effettivamente assicurate, quando da tali elementi risulti l’adeguatezza del trattamento e l’assenza di un imminente pericolo di vita.
  • La deduzione di un peggioramento della pericolosità sociale deve misurarsi con gli elementi concretamente valorizzati dal giudice di sorveglianza; se il provvedimento fonda il giudizio anche su un ampio pregresso penale, la censura è inammissibile se non si confronta con tale ratio decidendi.
  • La mera contrapposizione di una diversa lettura del quadro sanitario o della pericolosità personale integra una critica di merito e non un valido motivo di legittimità quando il giudice di merito abbia reso una motivazione non manifestamente illogica.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniLiberazione anticipata
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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