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Sentenza

Sentenza n. 102/2026 - Pescara, Sezione 1

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’atto n.413 del 2 luglio 2024, con cui il Comune di Casalbordino disponeva tra l’altro l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale, ex art.31, comma 3 del D.P.R. n.380 del 2001, della struttura prefabbricata di mq.43,00, insistente sulla piazzola contraddistinta col n.75, in catasto al foglio 4, particella 4087, realizzata senza titolo edilizio e in area soggetta a vincolo, intestata al Sig. -OMISSIS-, nonché dell’area di sedime, per mancata ottemperanza all’ordinanza di demolizione n.69 del 6 dicembre 2021, rivolta in solido anche alla ditta esecutrice dei lavori, Pinocchio srl, e al proprietario del terreno, Sig. -OMISSIS-, dall’altra irrogava, parimenti al Sig. -OMISSIS-, per la medesima ragione, la sanzione pecuniaria di €20.000,00, ex art.31, comma 4 bis del D.P.R. n.380 del 2001, di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente.

Giustizia amministrativa202400334

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - Pescara, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: atto comunale che disponeva l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale della struttura prefabbricata e dell'area di sedime e irrogava una sanzione pecuniaria di 20.000 euro per mancata ottemperanza all'ordine di demolizione

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (utilizzatore)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'atto comunale n. 413 del 2 luglio 2024, deducendo la violazione dell'art. 31, comma 4-bis, del d.P.R. n. 380/2001, la violazione del principio di proporzionalità e l'eccesso di potere per errore sui presupposti e difetto di istruttoria. Ha sostenuto di avere rimosso integralmente la struttura, di essere soltanto detentore della piazzola in forza di un contratto annuale e di non essere proprietario del terreno né autore dell'abuso. Ha inoltre dedotto che la sanzione, avente funzione ripristinatoria, fosse sproporzionata dopo la rimozione del manufatto, che avrebbe dovuto essere applicata unitariamente ai soggetti effettivamente responsabili e che, in subordine, avrebbe dovuto essere determinata nel minimo edittale o comunque ridotta. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità delle censure rivolte contro l'ordinanza di demolizione, non impugnata, e ha sostenuto nel merito la legittimità della sanzione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse la parte del ricorso relativa all'acquisizione gratuita, poiché il difensore del ricorrente ha dichiarato all'udienza che non vi era più interesse a coltivarla. Ha respinto l'eccezione di inammissibilità del Comune, rilevando che il ricorso conteneva censure autonome e specifiche contro la sanzione pecuniaria. Nel merito ha accolto la domanda e annullato la sanzione. Il ricorrente, quale utilizzatore temporaneo della piazzola e della struttura, non era stato adeguatamente qualificato come proprietario, autore dell'abuso o soggetto dotato del potere giuridico di demolire il manufatto. Il bungalow, stabilmente infisso al suolo e collegato alle reti elettrica, idrica e fognaria, è stato qualificato come bene immobile; in assenza di prova della costituzione di un diritto reale di superficie, il manufatto doveva ritenersi acquisito per accessione al proprietario del terreno. Il Comune avrebbe dovuto accertare in modo puntuale la titolarità del bene e la posizione giuridica dei diversi soggetti coinvolti, non potendo desumere la responsabilità dalla sola disponibilità materiale o dall'utilizzo della struttura. È stata inoltre rilevata l'incoerenza dell'amministrazione, che aveva considerato il manufatto non amovibile ai fini urbanistico-edilizi e amovibile ai fini della separazione della proprietà dalla proprietà del suolo. Le spese sono state poste a carico del Comune e liquidate in 1.000 euro, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001

    Disciplina l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'opera abusiva e dell'area di sedime in caso di mancata ottemperanza all'ordine di demolizione; la relativa impugnazione è stata dichiarata improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. n. 380/2001

    Prevede la sanzione amministrativa pecuniaria per la mancata ottemperanza all'ordine di demolizione; la sanzione è stata annullata perché irrogata a un soggetto non adeguatamente individuato come responsabile dell'abuso o titolare del potere di demolizione.

  • art. 812 c.c.

    Sono beni immobili il suolo, le sorgenti e i corsi d'acqua, gli alberi, gli edifici e le altre costruzioni, anche se unite al suolo a scopo transitorio, e in genere tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo

    Il collegamento stabile, anche funzionale, di un manufatto al suolo consente di qualificarlo come bene immobile; la possibilità di separazione non esclude di per sé tale natura.

  • art. 4 R.D.L. n. 652/1939

    Sono considerati come costruzioni stabili anche gli edifici sospesi o galleggianti, stabilmente assicurati al suolo

    Concorre a qualificare come costruzioni stabili i manufatti stabilmente assicurati al suolo.

  • art. 2, comma 3, d.m. 2 gennaio 1998, n. 28

    I manufatti prefabbricati ancorché semplicemente appoggiati al suolo, quando siano stabili nel tempo e presentino autonomia funzionale e reddituale

    I prefabbricati stabili nel tempo e autonomi sotto il profilo funzionale e reddituale sono qualificabili come unità immobiliari.

  • art. 8 c.p.a.

    Consente al giudice amministrativo di decidere incidentalmente, senza efficacia di giudicato sui diritti, questioni relative a diritti soggettivi rilevanti per la decisione.

  • artt. 934, 935, 936 e 937 c.c.

    La disciplina dell'accessione e dei rapporti tra proprietario del suolo, proprietario dei materiali e autore della costruzione è rilevante per individuare il soggetto cui imputare il potere e la responsabilità connessi alla demolizione.

  • art. 52 d.lgs. n. 196/2003

    Ha costituito il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle persone fisiche.

Massime di principio

  • La mera utilizzazione o detenzione di un'opera edilizia abusiva non è sufficiente, di per sé, a rendere il soggetto destinatario della sanzione per mancata ottemperanza all'ordine di demolizione; occorre accertare che egli sia proprietario, autore dell'abuso o comunque titolare di un potere giuridico effettivo di disporre la demolizione.
  • Un manufatto prefabbricato stabilmente infisso al suolo e collegato alle reti elettrica, idrica e fognaria può essere qualificato come bene immobile, anche se originariamente commercializzato come struttura mobile o se il collegamento materiale consente astrattamente la separazione.
  • In assenza di prova della costituzione di un diritto reale di superficie, la stabile incorporazione di un manufatto al suolo determina, in linea generale, l'applicazione dell'accessione a favore del proprietario del terreno; un contratto personale di godimento non è sufficiente a derogare a tale effetto.
  • L'amministrazione che irroga la sanzione per mancata demolizione deve svolgere un'istruttoria individualizzata sulla posizione giuridica dei diversi soggetti coinvolti, verificando la titolarità del bene, l'autore dell'abuso e il potere concreto di eseguire il comando ripristinatorio; non è legittimo applicare indistintamente la sanzione a tutti i soggetti collegati all'opera.
  • È contraddittorio qualificare un manufatto come non amovibile ai fini dell'accertamento dell'abuso edilizio e, al contrario, come amovibile ai fini dell'esclusione dell'accessione e del riconoscimento di una proprietà separata rispetto al suolo.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaSopravvenuta carenza di interesseEccesso di potere

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