Sentenza n. 5393/2026 - Roma, Sezione 3T
PER L'ESECUZIONE Del giudicato formatosi sulla Sentenza n. 746/2024 pubbl. il 01/05/2024 Tribunale di Velletri resa all'esito del giudizio RG n. 1749/2023, dal Giudice dott.ssa Falcione, notificata dapprima in data 23/05/2024, passata in giudicato e, ai fini dell'esecuzione, notificata nuovamente alle parti in data 31/01/2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 746/2024 del Tribunale di Velletri
Esito
Favorevole al ricorrente (beneficiaria del giudicato)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'esecuzione della sentenza n. 746/2024 del Tribunale di Velletri, passata in giudicato. Ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione rispetto all'obbligo derivante dal titolo giudiziale. Il Ministero, pur costituitosi in giudizio, non ha fornito chiarimenti né indicazioni circa la corretta esecuzione della sentenza. La ricorrente ha quindi chiesto l'accertamento dell'obbligo di ottemperanza, con corresponsione degli interessi legali.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto comprovato l'inadempimento dell'Amministrazione, rilevando che il Ministero non aveva fornito elementi idonei a dimostrare l'avvenuta esecuzione del giudicato. Ha affermato che il diritto riconosciuto dalla sentenza del Tribunale ordinario e i relativi presupposti non sono sindacabili nel giudizio di ottemperanza. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, con pagamento degli interessi legali sino al saldo. Per l'eventuale inutile decorso del termine, ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale competente dell'Amministrazione resistente, con facoltà di delega e senza compenso, da attivarsi su richiesta della ricorrente entro i successivi 60 giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori e rimborso del contributo unificato, con distrazione.
Norme richiamate
art. 112 c.p.a.
Il giudizio di ottemperanza è lo strumento per ottenere l'esecuzione del giudicato e il giudice può ordinare all'Amministrazione di conformarsi al titolo giudiziale.
art. 114 c.p.a.
Consente al giudice dell'ottemperanza di ordinare l'esecuzione del giudicato, fissare un termine e nominare, anche preventivamente, un commissario ad acta per il caso di ulteriore inadempimento.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando il privato allega l'inadempimento del debitore pubblico e l'Amministrazione non fornisce chiarimenti o prova dell'avvenuta esecuzione, la domanda di esecuzione del giudicato può essere accolta in applicazione dei principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore.
- Il giudice dell'ottemperanza deve dare attuazione al contenuto vincolante del titolo giudiziale e non può sindacare nuovamente i presupposti del diritto già riconosciuto dalla sentenza passata in giudicato.
- L'ordine di esecuzione può essere accompagnato dalla fissazione di un termine e dalla nomina preventiva di un commissario ad acta, destinato a intervenire su richiesta dell'interessato in caso di inutile decorso del termine assegnato all'Amministrazione.
- Gli interessi legali maturati fino al saldo possono essere inclusi nell'ordine giudiziale di esecuzione del credito riconosciuto dal titolo oggetto di ottemperanza.
Come è indicizzato
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