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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 39123/2021 del 09/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

AHID aveva chiesto l'ammissione allo stato passivo di crediti per complessivi € 1.509.152,95 (di cui € 1.206.939,65 risultanti da una ricognizione di debito contenuta in un accordo-quadro e € 302.213,30 per forniture successive). Il Giudice delegato respinse la domanda; il Tribunale di Napoli, con decreto del 21.11.2018, ammise solo in via chirografaria € 295.651,62 relativi a forniture successive e respinse l'ammissione del credito documentato dall'accordo-quadro, ritenendo la ricognizione non opponibile al curatore. AHID impugnò per cassazione denunciando, tra l'altro, violazione dell'art.1988 c.c. (presunzione dell'esistenza del rapporto fondamentale in presenza di ricognizione di debito) e questionando anche la tempestività del ricorso principale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile l'eccezione di tardività: il decreto pur essendo inserito nel verbale d'udienza non riportava la lettura integrale attestata a verbale, pertanto il termine per proporre ricorso è decorso dalla comunicazione della cancelleria (22.11.2018) e il ricorso è tempestivo. Sul merito, la Corte ha accolto il motivo (art.360, n.3 c.p.c.) statuendo che la ricognizione di debito avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento è opponibile alla massa dei creditori e produce la presunzione dell'esistenza del rapporto fondamentale; l'onere di provare l'inesistenza o l'invalidità del rapporto grava sul curatore. Per tali ragioni la Corte ha cassato il decreto impugnato e ha rinviato al Tribunale di Napoli, in diversa composizione, per un nuovo esame conforme al principio di diritto enunciato, con regolazione delle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • art.99 legge fallimentare (l.fall.)

    Il decreto che decide sull'opposizione allo stato passivo è comunicato dalla cancelleria alle parti che nei successivi 30 giorni possono proporre ricorso per cassazione; se il decreto è pronunciato in udienza il termine decorre dalla pronuncia solo se la lettura integrale (dispositivo e motivazione) è attestata a verbale, altrimenti decorre dalla comunicazione della cancelleria

  • art.155 cod. proc. civ.

    Richiamato in relazione al computo dei termini e alle esclusioni dei giorni festivi nel calcolo della tempestività dell'impugnazione

  • art.176 cod. proc. civ.

    Esclusa l'applicabilità automatica al decreto ex art.99 l.fall.; la disposizione riguarda ordinanze interlocutorie dell'istruttore e non i provvedimenti decisori suscettibili di passare in giudicato

  • art.281 sexies e art.429 cod. proc. civ.

    Richiamati come parametri normativi sulle pronunce rese in udienza: il termine di impugnazione decorre dalla data dell'udienza solo se la lettura integrale è stata data in udienza e attestata nel verbale

  • art.121 e art.156 cod. proc. civ.

    Principi generali di libertà delle forme e di idoneità degli atti al raggiungimento del loro scopo, utili a ritenere ammissibile la pronuncia in udienza del decreto ex art.99 l.fall.

  • art.1988 cod. civ.

    La Corte interpreta l'art.1988 nel senso che la ricognizione di debito con data certa introduce una presunzione dell'esistenza del rapporto fondamentale, invertendo l'onere della prova a carico del curatore che deve dimostrarne l'inesistenza o invalidità

  • art.2704 cod. civ.

    La rilevanza della 'data certa' per la opponibilità della ricognizione di debito al fallimento: la Corte conferma l'efficacia della ricognizione purché munita di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento

  • art.2697 cod. civ.

    Riferimento all'onere della prova: la ricognizione fa presumere l'esistenza del rapporto e sposta sull'altra parte (qui il curatore) l'onere di fornire la prova contraria

  • art.2735 cod. civ.

    Citato in rapporto alla valutazione della confessione stragiudiziale; la Corte distingue la ricognizione negoziale dalla confessione stragiudiziale e ne riconosce diversa efficacia probatoria nei confronti del curatore

Massime di principio

  • Se il tribunale pronuncia un decreto decisorio in udienza ai sensi dell'art.99 l.fall., il termine per proporre ricorso per cassazione decorre dalla pronuncia solo se la lettura integrale (dispositivo e motivazione) è stata effettivamente data in udienza e tale lettura è attestata nel verbale; in mancanza di tale attestazione il termine decorre dalla comunicazione della cancelleria
  • Una ricognizione di debito con data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento è opponibile alla massa dei creditori e crea una presunzione dell'esistenza del rapporto fondamentale; spetta al curatore provare l'inesistenza, l'invalidità o l'estinzione del rapporto per superare tale presunzione
  • La ricognizione di debito non costituisce una nuova autonoma fonte di obbligazione ma astrattizza processualmente la causa debendi: permane la possibilità di disconoscimento giudiziale del rapporto sottostante
  • Distinguere sempre la natura dell'atto: la ricognizione negoziale bilaterale (es. accordo-quadro) ha maggiore forza probatoria rispetto a una mera confessione stragiudiziale unilaterale; la qualificazione e la presenza di "data certa" sono elementi decisivi per l'opponibilità al curatore
  • Per tutelare la tempestività dei rimedi, le parti (e la cancelleria) devono curare che il verbale d'udienza riporti la lettura del dispositivo e delle ragioni, oppure garantire la pronta comunicazione degli atti; in mancanza, i termini decorrono dalla comunicazione
  • In caso di opposizione allo stato passivo, il curatore deve essere preparato a fornire prova contraria efficace (inesistenza, invalidità o estinzione del rapporto) quando il creditore produce una ricognizione di debito munita di data certa

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