Sentenza del 22/06/2017 n. 3836 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Riscossione e misure cautelari - Dichiarazione dei redditi con dati carenti. Cartella di pagamento emessa ex artt. 36 bis d.P.R. 600/1973 e 54 bis d.P.R. 633/1972 - Illegittimità - Obbligo di emissione di avviso di accertamento.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha contestato la legittimità della cartella di pagamento emessa ai sensi degli artt. 36-bis del d.P.R. 600/1973 e 54-bis del d.P.R. 633/1972. La dichiarazione dei redditi presentava dati carenti o inesatti che richiedevano una valutazione sostanziale dell'obbligazione tributaria, non una mera liquidazione automatica dei dati dichiarati. In tale situazione, l'Amministrazione avrebbe dovuto emettere un avviso di accertamento, consentendo al contribuente di conoscere preventivamente le ragioni della pretesa e di esercitare il diritto di difesa.
La decisione
La cartella di pagamento è stata ritenuta illegittima e, conseguentemente, non poteva costituire validamente titolo per la riscossione. È stato affermato che le procedure di controllo automatizzato previste dagli artt. 36-bis del d.P.R. 600/1973 e 54-bis del d.P.R. 633/1972 possono essere utilizzate per correggere errori meramente formali o aritmetici e liquidare imposte sulla base di dati già dichiarati, ma non per ricostruire o integrare elementi sostanziali della dichiarazione. In presenza di dati carenti, l'Ente impositore deve procedere mediante un ordinario avviso di accertamento.
Norme richiamate
Art. 36-bis d.P.R. 600/1973
La norma consente il controllo automatizzato delle dichiarazioni dei redditi e la liquidazione delle imposte sulla base dei dati dichiarati e di quelli già disponibili, ma non legittima una valutazione sostanziale o una ricostruzione dell'imponibile in presenza di dati carenti.
Art. 54-bis d.P.R. 633/1972
La disposizione disciplina il controllo automatizzato delle dichiarazioni IVA e consente la correzione di errori rilevabili direttamente dalla dichiarazione, non l'accertamento di elementi sostanziali omessi o insufficientemente indicati.
Cassazione n. 4539/2013
Il precedente conferma che la cartella derivante da controllo automatizzato non è idonea quando la pretesa fiscale richiede un accertamento sostanziale non desumibile direttamente dai dati dichiarati.
Circolare Agenzia delle Entrate n. 21/E/2013
La prassi amministrativa distingue i controlli automatizzati, limitati agli errori immediatamente rilevabili, dalle attività di accertamento che richiedono una valutazione ulteriore degli elementi dichiarativi o contabili.
Massime di principio
- La cartella emessa ai sensi degli artt. 36-bis e 54-bis è legittima, in linea generale, solo quando l'importo dovuto deriva da un calcolo diretto, automatico e verificabile sulla base della dichiarazione o di dati già disponibili all'Amministrazione.
- Se l'Amministrazione deve integrare dati mancanti, interpretare elementi contabili, ricostruire l'imponibile o svolgere valutazioni sostanziali, deve emettere un avviso di accertamento e non procedere direttamente con una cartella da controllo automatizzato.
- La distinzione decisiva è tra errore di liquidazione o di calcolo, accertabile automaticamente, e omissione o insufficienza di elementi sostanziali, che richiede un procedimento accertativo ordinario.
- In caso di cartella fondata su una ricostruzione sostanziale non preceduta da avviso di accertamento, il contribuente può contestare il difetto di procedura e la lesione del diritto di difesa.
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