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Ordinanza

Ordinanza n. 59/2026 - Bolzano, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600130

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TRGA Bolzano, Sez. autonomaOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Permesso di costruire relativo alla ristrutturazione con ampliamento e sopraelevazione di un edificio confinante, nonché, ove necessario, la modifica delle norme del piano di attuazione della zona residenziale d’espansione

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietari confinanti)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Badia e gli atti urbanistici connessi, chiedendone la sospensione cautelare. La censura ritenuta rilevante in questa fase riguarda la violazione della disciplina sulle distanze tra costruzioni e dal confine. Il piano di attuazione consente l’edificazione sino al confine e quindi la costruzione in aderenza, ma non disciplina espressamente l’ipotesi in cui l’edificio finitimo presenti, a partire da una certa quota, una porzione arretrata rispetto al confine. I ricorrenti sostengono che, in tale situazione, la sopraelevazione del fabbricato controinteressato non possa proseguire verticalmente sul confine in corrispondenza della porzione arretrata del loro edificio, dovendo invece rispettare le distanze previste dalla disciplina generale del piano urbanistico comunale. È stato inoltre dedotto il rischio di occlusione della vista e del panorama goduti dalla terrazza e dai locali retrostanti. Il controinteressato ha rappresentato che la sospensione dei lavori esporrebbe i manufatti agli effetti dannosi delle intemperie, ma il Tribunale ha ritenuto tale pregiudizio fronteggiabile con opere provvisionali di protezione e messa in sicurezza.

La decisione

Il Tribunale ha ritenuto sussistente un adeguato fumus boni iuris, osservando che la facoltà di costruire in aderenza prevista dal piano di attuazione non sembra estendersi al caso in cui, a una determinata quota, venga meno la continuità dell’aderenza tra gli edifici. In tale ipotesi appare applicabile, quale disciplina generale e sovraordinata, la normativa urbanistica comunale in materia di distanze dal confine e tra costruzioni. Ai fini della legittimità del nuovo permesso deve essere considerato lo stato edilizio legittimamente esistente al momento del rilascio del titolo; l’eventuale illegittimità della porzione arretrata dell’edificio dei ricorrenti, realizzata in forza di un titolo non tempestivamente contestato, non può essere fatta valere nel presente giudizio e rileva soltanto nelle sedi previste dall’ordinamento. È stato ravvisato anche il periculum in mora, poiché la prosecuzione dei lavori avrebbe potuto consolidare una situazione di fatto e rendere necessaria, in caso di accoglimento nel merito, la rimozione dell’opera, incidendo sull’effettività della tutela. Nel bilanciamento degli interessi è stata ritenuta prevalente, allo stato, la posizione dei ricorrenti, mentre i danni prospettati dai controinteressati possono essere evitati mediante opere provvisionali. La sospensione è stata tuttavia limitata, secondo proporzionalità e minor sacrificio, alla prosecuzione della sopraelevazione oltre la quota corrispondente alla terrazza dei ricorrenti, cioè oltre il punto in cui viene meno l’aderenza tra gli edifici. Sono rimaste consentite le opere provvisionali strettamente necessarie alla protezione, conservazione e messa in sicurezza del manufatto. Il Tribunale ha inoltre disposto, ai sensi dell’art. 65 c.p.a., che il Comune depositi entro trenta giorni le norme di attuazione del piano urbanistico comunale vigenti alla data di approvazione del piano di attuazione, per individuare nel merito l’esatto parametro normativo sulle distanze. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; la domanda è stata esaminata con riguardo ai presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.

  • art. 65 c.p.a.

    Consente al giudice di disporre un incombente istruttorio; il Comune è stato onerato del deposito delle norme di attuazione del piano urbanistico comunale necessarie per la decisione di merito.

Massime di principio

  • Quando uno strumento urbanistico attuativo consente l’edificazione in aderenza ma non disciplina l’ipotesi in cui la continuità dell’aderenza venga meno a una determinata quota, la disciplina deve essere integrata mediante le norme generali e sovraordinate in materia di distanze tra costruzioni e dal confine.
  • Ai fini della verifica della legittimità di un nuovo titolo edilizio deve aversi riguardo allo stato edilizio legittimamente esistente al momento del suo rilascio; l’eventuale illegittimità di un manufatto preesistente, realizzato sulla base di un titolo non tempestivamente contestato, non può essere fatta valere incidentalmente nel giudizio relativo al nuovo titolo.
  • La presenza di una porzione dell’edificio finitimo arretrata rispetto al confine può impedire la prosecuzione della nuova edificazione sul confine in corrispondenza di tale porzione, imponendo il rispetto delle ordinarie distanze tra costruzioni e dal confine.
  • In sede cautelare, il rischio che la prosecuzione dei lavori determini il consolidamento di una situazione di fatto e renda necessaria la demolizione dell’opera in caso di successivo annullamento integra il periculum in mora.
  • La sospensione cautelare di un titolo edilizio deve essere conformata secondo proporzionalità e minor sacrificio degli interessi coinvolti, potendo essere limitata alle sole lavorazioni controverse e consentendo le opere provvisionali necessarie alla protezione e messa in sicurezza del manufatto.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziDistanze, altezze e volumiPiani attuativi e lottizzazioniTutela cautelare
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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