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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05965/2025 del 13/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte civile)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli che lo aveva ritenuto responsabile del reato contestato. Con il ricorso ha censurato, in sostanza, la motivazione sulla responsabilità, chiedendo una rivalutazione delle prove e una diversa lettura delle risultanze istruttorie. Ha inoltre dedotto l'insussistenza dell'aggravante dello stato di bisogno della persona offesa e l'eccessività della pena. Con memoria difensiva ha poi insistito sul momento consumativo del reato e sulla intervenuta prescrizione, sostenendo una diversa decorrenza del termine prescrizionale non coerente con l'art. 644-ter c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il primo motivo mirasse solo a ottenere una rivalutazione del compendio probatorio, estranea al giudizio di legittimità, e che fosse privo di specificità perché non si confrontava adeguatamente con la motivazione della sentenza impugnata. Ha reputato manifestamente infondato anche il secondo motivo, osservando che la Corte di merito aveva correttamente riconosciuto lo stato di bisogno della persona offesa e congruamente determinato la pena. Quanto alla memoria, ha rilevato che la tesi sulla prescrizione era infondata perché non teneva conto dell'art. 644-ter c.p., secondo cui la prescrizione decorre dall'ultimo pagamento degli interessi, e comunque la questione non risultava dedotta in appello. Ne è conseguita la condanna del ricorrente alle spese processuali, al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese della parte civile.

Norme richiamate

  • art. 644-ter c.p.

    La prescrizione del reato di usura decorre dall'ultimo pagamento degli interessi, e non da una diversa data prospettata dalla difesa.

  • art. 644 c.p.

    La decisione richiama il delitto di usura e la possibilità di provare lo stato di bisogno della persona offesa anche attraverso la misura particolarmente gravosa degli interessi praticati.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione non è consentita una rivalutazione del merito probatorio né una ricostruzione alternativa dei fatti se non vengono indicati specifici e decisivi travisamenti delle emergenze processuali.
  • Il motivo di ricorso è inammissibile per mancanza di specificità quando si limita a riprodurre deduzioni già formulate in appello senza confrontarsi con le argomentazioni della sentenza impugnata.
  • Nel delitto di usura, lo stato di bisogno della persona offesa può essere desunto anche dalla sola entità degli interessi pattuiti, quando essa sia tale da rendere ragionevole che solo chi versa in condizioni di bisogno accetti un prestito a condizioni così inique.
  • Ai fini della prescrizione del reato di usura, il dies a quo decorre dall'ultimo pagamento degli interessi, secondo la disciplina dell'art. 644-ter c.p.; la questione, peraltro, deve essere ritualmente dedotta nei gradi di merito.
  • La determinazione della pena non è censurabile in cassazione se il giudice di merito ha motivato in modo congruo sulla proporzione tra trattamento sanzionatorio, gravità del fatto e durata della condotta.

Come è indicizzato

RamiReati contro la fede pubblica
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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