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Sentenza

Sentenza del 05/01/2021 n. 10 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Rimborso di somme indebitamente versate - ricorso prodotto anteriormente al diniego esplicito o implicito da parte dell'ufficio finanziario - inammissibilità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente ha proposto ricorso per ottenere il rimborso di somme che ritiene indebitamente versate, ma il ricorso è stato proposto anteriormente all'esistenza di un provvedimento di diniego esplicito o al formarsi del diniego implicito (silenzio-rifiuto) da parte dell'ufficio. Secondo la disciplina vigente (D.P.R. 636/1972 art.16; D.P.R. 456/1992 art.19; D.Lgs. 546/1992 art.21, comma 2), il giudice tributario può essere adito per il rimborso solo quando sia intervenuto un diniego espresso o sia decorso il termine di 90 giorni dalla richiesta di restituzione, facendo sorgere il diniego implicito.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto dell'atto impugnabile (mancanza del provvedimento di diniego esplicito o implicito). Il vizio è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio. La Corte ricorda però che, una volta formatosi il silenzio-rifiuto (ossia decorso il termine di 90 giorni dalla domanda di restituzione), il ricorso può essere proposto e resta proponibile fino alla prescrizione del diritto alla restituzione.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 636 del 1972, art. 16

    Stabilisce che il rimborso contestato deve essere dedotto con ricorso avverso il provvedimento di diniego; impone quindi il requisito dell'atto impugnabile per adire il giudice.

  • D.P.R. n. 456 del 1992, art. 19

    Ripropone il principio che il ricorso per rimborso è esperibile solo contro il provvedimento di diniego (espresso o implicito), confermando il presupposto processuale dell'atto impugnabile.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546, art. 21, comma 2

    Prevede che il silenzio dell'amministrazione, decorso il termine di 90 giorni dalla richiesta di restituzione, si converta in diniego implicito (silenzio-rifiuto), consentendo al contribuente di proporre il ricorso giudiziale.

Massime di principio

  • Un ricorso per ottenere il rimborso di somme ritenute indebitamente versate è ammissibile solo se esiste un provvedimento di diniego espresso o il diniego implicito formatosi per decorrenza del termine previsto (90 giorni).
  • La mancanza del provvedimento impugnabile costituisce un vizio processuale che determina l'inammissibilità del ricorso e può essere rilevato d'ufficio in qualsiasi stato e grado del giudizio.
  • Il contribuente deve quindi prima ottenere (o aspettare) il diniego espresso o il silenzio-rifiuto; presentare il ricorso prima di ciò espone al rigetto per difetto di legittimazione processuale.
  • Una volta formato il silenzio-rifiuto (dopo 90 giorni dalla domanda), il ricorso può essere proposto e rimane proponibile fino alla prescrizione del diritto alla restituzione.
  • Prassi consigliata: conservare prova della richiesta di rimborso (data di presentazione), calcolare correttamente il termine dei 90 giorni, valutare la richiesta di un diniego espresso prima di adire il giudice se necessario, e verificare i termini di prescrizione per evitare decadenze.
  • La giurisprudenza (v. Cass. n. 6724/2008 e Cass. n. 21356/2012) conferma il principio della necessità del provvedimento di diniego come presupposto per l'instaurazione del giudizio.

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