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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2332/2023 del 20/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Istanza di equa riparazione per ingiusta detenzione agli arresti domiciliari nell'ambito di un procedimento per riciclaggio aggravato dall'avere favorito un'associazione di stampo mafioso (da cui il ricorrente poi assolto definitivamente). La Corte d'appello di Bologna aveva rigettato l'istanza ritenendo sussistere comportamenti di colpa grave del richiedente (intestazione fittizia del "Circolo Cartagena Club di Reggio Emilia" gestito di fatto dal ricorrente; rapporti economici e imprenditoriali con soggetti legati alla criminalità organizzata; ricorso a tali soggetti per ottenere protezione), idonei a creare la falsa apparenza di coinvolgimento e quindi ostativi al riconoscimento dell'indennizzo. In Cassazione il ricorrente deduceva violazione dell'art. 314 c.p.p., vizio di motivazione, contraddittorietà e mancata conoscenza di una pagina dell'ordinanza.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il motivo: ha escluso la sussistenza della presunta incompletezza del provvedimento (la pagina contestata era presente nel fascicolo), ha richiamato il consolidato principio secondo cui la colpa grave (anche extraprocessuale) che abbia esposto il soggetto a una prevedibile attività di repressione può escludere l'equo indennizzo, e ha ritenuto che la Corte territoriale avesse adeguatamente indicato e motivato i comportamenti del ricorrente idonei ad ingenerare nell'autorità la convinzione del suo coinvolgimento. Ha inoltre ribadito il limite della cognizione in Cassazione (impossibilità di rimettere in discussione il merito dei fatti, se non per palesi errori logici o macroscopiche incongruenze, che qui non emergono). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese del Ministero resistente, liquidate in euro 1.000 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    La norma sull'equa riparazione è stata interpretata nel senso che il diritto all'indennizzo è precluso quando la condotta del richiedente, per evidente e macroscopica negligenza, imprudenza o trascuratezza, abbia creato una situazione prevedibile che ha determinato l'intervento dell'autorità giudiziaria e la misura restrittiva della libertà.

  • art. 315 cod. proc. pen. (ultimo comma)

    art. 315 c.p.p., ultimo comma

    Richiama la disciplina sull'impugnazione delle ordinanze in materia di riparazione e il rinvio a limiti processuali che condizionano la cognizione della Cassazione.

  • art. 646 cod. proc. pen. (comma terzo)

    art. 646 c.p.p., comma terzo

    Usato per sottolineare che il ricorso per Cassazione avverso provvedimenti in materia di riparazione resta soggetto ai limiti e alle modalità previste dall'art. 606 c.p.p., quindi non apre a una nuova valutazione di merito dei fatti già apprezzati dalla Corte territoriale.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Richiamato per evidenziare il perimetro dei motivi di ricorso in Cassazione, ossia i limiti di censura (violazione di legge, vizi di motivazione evidenti, errori logici macroscopici) e l'impossibilità di rinnovare la valutazione del merito dei fatti.

Massime di principio

  • La richiesta di equa riparazione può essere esclusa se il richiedente ha tenuto comportamenti di colpa grave (anche extraprocessuali) che, ex ante, potevano ragionevolmente far prevedere l'intervento dell'autorità giudiziaria; non è necessario che tali comportamenti integrino reato, ma che abbiano creato la falsa apparenza di coinvolgimento.
  • Frequentazioni o rapporti economici ambigui con soggetti notoriamente coinvolti in attività illecite possono costituire indizio di comportamento gravemente colposo idoneo a precludere l'indennizzo, se non giustificati da legittime ragioni (es. parentela) e consapevolmente intrattenuti dal richiedente.
  • In materia di riparazione per ingiusta detenzione la Corte di Cassazione è limitata a censurare vizi di diritto o macroscopiche incongruenze logiche nella motivazione: non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione fattuale, salvo errori manifesti nella motivazione.
  • Se si lamenta l'incompletezza di un provvedimento o la mancanza di atti nel fascicolo, la difesa deve tempestivamente attivarsi presso la Cancelleria per ottenere copia integrale prima di proporre ricorso; l'errore di non averlo fatto può essere considerato inammissibilità o infondatezza della doglianza.
  • Per massimizzare le chance in un ricorso di equa riparazione, occorre: (a) dettagliare e documentare con precisione la non prevedibilità dell'intervento dell'autorità rispetto al proprio comportamento; (b) confutare punto per punto le deduzioni di colpa grave contestate; (c) segnalare specifici vizi logico-motivazionali del provvedimento più che una generale ricostruzione alternativa dei fatti.

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