Cassazione Penale, Sentenza n. 41287/2023 del 11/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati sono estinti per prescrizione; quindi la condanna è stata cancellata per intervenuta prescrizione con decisione resa il 13 settembre 2023.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Caltanissetta che aveva confermato la condanna del Tribunale di Gela per lesioni personali aggravate e tentata violenza privata. Il primo motivo di ricorso ha denunciato l'utilizzazione, a fini decisori, del contenuto della querela della persona offesa che però non era stata escussa (non sentita) in dibattimento. La Corte ha ritenuto che tale motivo non fosse manifestamente infondato e ha esaminato la prescrizione dei reati, calcolandone la maturazione al 5 aprile 2023 tenendo conto delle sospensioni dovute a rinvii per astensione e su richiesta del difensore (15/06/2022 e 02/07/2018).
Norme richiamate
prescrizione
La Corte ha dichiarato che la prescrizione dei reati è maturata (estinzione del reato) al 5 aprile 2023, tenendo conto delle sospensioni temporanee correlate ai rinvii per astensione giudiziaria e su richiesta del difensore; conseguentemente la sentenza penale impugnata va annullata senza rinvio per estinzione del reato.
regole sull'utilizzazione della querela e sulle prove
La sentenza ritiene rilevante e criticabile l'uso, a fini decisori, del contenuto della querela della persona offesa non confermato dall'escussione della stessa in dibattimento; da ciò deriva la contestazione della validità probatoria che ha inciso sul giudizio e sul calcolo della prescrizione.
Massime di principio
- Se il giudice ha basato la decisione in modo decisivo su una querela o su dichiarazioni della persona offesa che non sono state confermate in dibattimento (la persona non è stata escussa), la parte difensiva può efficacemente impugnare la sentenza per uso illegittimo di quella prova.
- Quando viene sollevata la questione dell'utilizzo di prove non assunte correttamente, il giudice d'appello deve verificare anche l'eventuale conseguente effetto sul decorso della prescrizione; se la prescrizione è maturata, la sentenza deve essere annullata per estinzione del reato.
- Il calcolo della prescrizione tiene conto delle sospensioni dovute a rinvii per astensione dei magistrati o su richiesta delle parti (es. difensore); tali sospensioni possono incidere in misura determinante sulla data di estinzione del reato.
- In presenza di prescrizione già intervenuta, la Corte può adottare l'annullamento senza rinvio quando non è possibile o non è necessario rinnovare l'istruttoria per la decisione sul merito (estinzione del reato impedisce nuova condanna).
- Per la difesa: è strategico monitorare e contestare l'utilizzo di prove extragiudiziali o di dichiarazioni non verificate in dibattimento e calcolare con precisione i termini di prescrizione, sollevando il vizio processuale tempestivamente in grado d'appello.
- Per l'accusa: è fondamentale assicurare che le dichiarazioni della persona offesa siano acquisite formalmente e, ove decisive, che la persona venga escussa in dibattimento per evitare che successivi vizi probatori compromettano la decisione e favoriscano la prescrizione.
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