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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31463/2023 del 19/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Milano del 13/07/2022 che aveva confermato la condanna per ricettazione (art. 648 c.p., comma secondo). Il ricorrente denunciava l'inosservanza di norme processuali per mancata nomina di un difensore d'ufficio: il difensore di fiducia aveva rinunciato al mandato il 4 luglio 2022 con comunicazione inviata via PEC, mentre la trattazione era fissata in forma cartolare per il 13 luglio 2022; ciò avrebbe impedito all'imputato di partecipare effettivamente al contraddittorio e di replicare alla requisitoria del Procuratore generale, configurando nullità e pregiudizio del diritto di difesa.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato il principio secondo cui la rinuncia del difensore di fiducia obbliga il giudice, a pena di nullità, a nominare tempestivamente un difensore d'ufficio per l'imputato che non abbia provveduto ad altra nomina fiduciaria, riconoscendo carattere temporaneo al differimento degli effetti dell'atto abdicativo ai sensi dell'art. 107, comma 3, c.p.p.. Per tale motivo la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Milano per il prosieguo del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p. (ricettazione)

    Norma sostanziale che definisce il reato per cui l'imputato era stato condannato; citata per contestare il fatto e la qualificazione del reato oggetto del processo.

  • art. 107, comma 3, c.p.p.

    Richiamato per spiegare che la rinuncia del difensore di fiducia produce un differimento temporaneo degli effetti dell'atto abdicativo, ma non esime il giudice dall'obbligo di nominare tempestivamente un difensore d'ufficio se l'imputato non provvede a nuova nomina; la mancata nomina comporta nullità.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, Sentenza n. 47159 del 25/10/2022 (Ghaidour)

    Principio di diritto richiamato e confermato: la rinuncia del difensore impone l'obbligo del giudice di procedere alla nomina dell'ufficio di difesa, a pena di nullità della sentenza.

Massime di principio

  • La rinuncia del difensore di fiducia, notificata tempestivamente all'autorità giudiziaria, obbliga il giudice a nominare un difensore d'ufficio se l'imputato non provvede a nuova nomina; in difetto la sentenza è viziata da nullità.
  • Il differimento degli effetti della rinuncia previsto dall'art. 107, comma 3, c.p.p. ha carattere temporaneo: non può essere usato per evitare l'obbligo di garantire l'effettività della difesa in udienze anche in forma cartolare.
  • Anche nei giudizi trattati a contraddittorio scritto (forma cartolare) devono essere assicurate le garanzie difensive: la mancanza di un difensore effettivo che possa partecipare al contraddittorio determina pregiudizio rilevante.
  • In situazioni analoghe il rimedio principale è l'annullamento della sentenza con rinvio o senza rinvio a seconda della situazione processuale; tuttavia il giudice di legittimità può annullare senza rinvio e disporre la trasmissione degli atti per il nuovo corso qualora sia evidente la nullità formale.
  • Pratiche consigliate: notificare tempestivamente ogni rinuncia tramite canali idonei (es. PEC), chiedere rinvio o nomina di difensore d'ufficio se necessario, e per il giudice controllare lo stato della rappresentanza difensiva prima della trattazione per non incorrere in nullità.

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