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Sentenza

Sentenza n. 8741/2026 - Roma, Sezione 2B

per l’annullamento e/o accertamento della nullità: dell’ordinanza di demolizione di opere abusive ai sensi dell’art. 31 del D.P.R. 380/2001 prot. n. -OMISSIS- del -OMISSIS- con cui il Comune di Castel Gandolfo ha ordinato alla Sig.ra -OMISSIS- e al Sig. -OMISSIS- di provvedere a propria cura e spese alla demolizione e la rimessa in pristino delle opere abusive realizzate presso l’immobile sito in Castel Gandolfo (RM), Via -OMISSIS- entro il termine perentorio di 90 giorni non rinnovabili con effetto dalla data di notifica della suddetta ordinanza.

Giustizia amministrativa202303735

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e rimessione in pristino di opere abusive ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale che gli ingiungeva, quale amministratore unico della società titolare di un centro sportivo, di demolire entro novanta giorni una serie di opere abusive e di ripristinare lo stato dei luoghi. Nel corso del giudizio, dopo l'avvenuta demolizione delle opere, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione e ha chiesto la definizione del giudizio in rito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il Collegio ha ritenuto vincolante la dichiarazione espressa del ricorrente, intervenuta prima che la causa fosse trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla pronuncia. In applicazione del principio dispositivo in senso ampio, il giudice non può decidere nel merito, procedere d'ufficio o sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, ma deve prendere atto della sopravvenuta carenza di interesse. Le spese sono state compensate in considerazione della definizione in rito e della condotta del ricorrente, che aveva provveduto alla rimozione delle opere oggetto dell'ordinanza.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale base normativa dell'ordinanza comunale di demolizione delle opere abusive.

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, il ricorrente può rinunciare alla decisione o dichiarare la sopravvenuta carenza di interesse sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione; il giudice deve prenderne atto e dichiarare l'improcedibilità, senza decidere il merito d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
  • La sopravvenuta demolizione delle opere abusive oggetto dell'ordinanza impugnata può determinare il venir meno dell'interesse alla decisione del ricorso quando il ricorrente dichiari espressamente di non avere più interesse alla pronuncia.
  • La definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse può giustificare la compensazione delle spese, tenuto conto anche della condotta processuale e sostanziale delle parti.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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