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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08041/2026 del 02/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 09/09/2025 che dichiarava inammissibile l'istanza di riesame avverso il decreto di convalida del sequestro e il successivo decreto di sequestro relativo all'autocarro Iveco coinvolto in un sinistro. Il ricorrente deduceva: errata applicazione dell'art. 257 c.p.p. in relazione all'interesse ad impugnare; manifesta illogicità della motivazione; violazione degli artt. 352-354 c.p.p. e dell'art. 114 disp. att. c.p.p. per mancata comunicazione della facoltà di assistenza difensiva prima del sequestro; illegittimità dell'escussione come persona informata sui fatti ai sensi dell'art. 351 c.p.p., comma 1, anziché come indagato, con conseguente inutilizzabilità delle dichiarazioni rese.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse concreto e attuale del ricorrente. Ha richiamato l'orientamento prevalente secondo cui chi non è titolare del bene sequestrato può impugnare solo se dimostra un interesse effettivo e diretto, identificabile soprattutto nella pretesa alla restituzione del bene. Essendo il veicolo di proprietà della società DM Autotrasporti s.r.l. e il ricorrente persona fisica (socio unico), il ricorrente non ha allegato un interesse personale idoneo a giustificare l'impugnazione. La Corte ha rilevato e motivato l'insufficienza dell'argomento che invocava un interesse a evitare l'ingresso del bene nel materiale probatorio, richiamando l'orientamento delle Sezioni Unite e della giurisprudenza prevalente che esclude tale interesse come autonomo motivo di impugnazione nella fase incidentale. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare alla Cassa delle ammende la somma di euro 3.000, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 257 cod. proc. pen.

    Riferita al requisito dell'interesse ad impugnare: la Corte interpreta che l'art. 257 va inteso nel senso che l'indagato non proprietario del bene deve provare un interesse concreto e attuale, finalizzato principalmente alla restituzione del bene sequestrato, per avere legittimazione ad impugnare

  • artt. 352-354 cod. proc. pen.

    Richiamati dal ricorrente per la presunta omissione di comunicazione della facoltà di assistenza difensiva; la Corte però non si è pronunciata sul merito delle violazioni in considerazione dell'inammissibilità per carenza di interesse

  • art. 114 disp. att. cod. proc. pen.

    Invocato insieme agli artt. 352-354 per lamentare la mancata comunicazione del diritto alla assistenza difensiva; la Corte non ha esaminato la fondatezza perchè il ricorso è stato dichiarato inammissibile per mancanza di interesse

  • art. 351 cod. proc. pen., comma 1

    Riferito alla forma di escussione (persona informata sui fatti) che il ricorrente sostiene sia stata scorretta rispetto alla sua qualità di indagato; la Corte non ha valutato la rilevanza sostanziale di tale censura per effetto dell'inammissibilità

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Riferimento alla legittimazione a proporre ricorso per cassazione contro il provvedimento del riesame e alla nozione di "persona alla quale le cose sono state sequestrate"; la Corte evidenzia che la legittimazione formale non basta senza un interesse concreto alla restituzione

  • art. 611, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata per il trattamento cartolare del ricorso in cassazione (forma di trattazione del ricorso)

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali e per la possibilità di imporre ammende; la Corte ha ritenuto sussistenti profili di colpa e ha disposto il pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Chi non è proprietario del bene sequestrato (es. la società proprietaria vs persona fisica socio o rappresentante) ha legittimazione ad impugnare solo se prova un interesse concreto e attuale, generalmente identificato con la pretesa alla restituzione del bene.
  • La qualità di legale rappresentante o socio non sostituisce automaticamente la titolarità dell'interesse della persona giuridica: per agire in nome della società è necessario che la difesa sia conferita con i necessari poteri (procura speciale) o che l'interessato dimostri un interesse personale distinto.
  • L'impugnazione incidentale finalizzata soltanto a evitare che un bene entri nel materiale probatorio non è, di regola, considerata sufficiente a fondare un interesse concreto per il riesame; le questioni relative all'utilizzabilità della prova vanno principalmente affrontate nella sede di merito.
  • Presunte violazioni procedurali (es. omessa comunicazione della facoltà di assistenza difensiva o modalità di escussione) possono rendere illegittimo il sequestro o le dichiarazioni, ma tali censure rischiano di essere inammissibili se proposte da soggetti privi di interesse concreto; pertanto, va sempre verificata la titolarità dell'interesse prima di censurare il provvedimento.
  • Prima di proporre ricorso contro un sequestro, verificare la titolarità del diritto al bene o documentare un interesse personale rilevante (es. diritto di proprietà, possesso qualificato, rapporto contrattuale diretto) o conferire al difensore idonei poteri per agire in nome dell'ente proprietario.

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