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Sentenza

Sentenza n. 8846/2026 - Roma, Sezione 5Q

per la declaratoria dell’obbligo di provvedere, con un provvedimento espresso relativamente al silenzio/inadempimento/rigetto serbato dall’Ambasciata d’Italia ad Islamabad, con riferimento alla domanda di attivazione della procedura di rilascio del visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato

Giustizia amministrativa202600458

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione diplomatica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. chiedendo la declaratoria dell'obbligo dell'Ambasciata d'Italia ad Islamabad di provvedere con un atto espresso sull'istanza di attivazione della procedura per il rilascio di un visto di ingresso per lavoro subordinato. Nel corso del giudizio, successivamente alla proposizione del ricorso, la sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, attivando così il relativo procedimento.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. L'attivazione del procedimento da parte della competente sede diplomatica ha infatti fatto venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponesse all'amministrazione di procedere, poiché l'obbligo di avvio dell'attività procedimentale era stato soddisfatto nelle more del giudizio. La decisione è stata adottata ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in considerazione dell'enorme numero di richieste di visto gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell'iter previsto per la conclusione del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Il ricorso avverso il silenzio è lo strumento per chiedere al giudice amministrativo di accertare l'obbligo dell'amministrazione di provvedere.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è improcedibile quando, nelle more del giudizio, viene meno l'interesse alla decisione; ciò si verifica quando l'amministrazione attiva il procedimento richiesto e viene così meno l'utilità della pronuncia sull'obbligo di procedere.

  • art. 60 c.p.a.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, la sopravvenuta attivazione del procedimento richiesto dal ricorrente fa venir meno l'interesse a ottenere una pronuncia che ordini all'amministrazione di procedere e comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La fissazione dell'appuntamento per la presentazione della domanda di visto costituisce attivazione del procedimento tale da soddisfare l'obbligo di avvio dell'attività procedimentale oggetto dell'azione avverso il silenzio, senza implicare necessariamente la definizione del procedimento con il rilascio del visto.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando la sopravvenuta improcedibilità consegue all'attivazione dell'azione amministrativa nelle more del giudizio e il giudice ravvisa giusti motivi connessi, tra l'altro, all'elevato carico di richieste e alla complessità dell'iter procedimentale.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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