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Sentenza

Sentenza n. 2003/2026 - Firenze, Sezione 4

Giustizia amministrativa202201260

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: atti comunali di rideterminazione e differimento della scadenza delle concessioni demaniali marittime e avvio del procedimento per la pubblicazione dei bandi di gara

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società concessionaria ha contestato, con il ricorso introduttivo e successivi motivi aggiunti, gli atti del Comune relativi alla scadenza delle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative e all’avvio delle procedure di gara. Ha chiesto di accertare che il proprio rapporto concessorio, sorto prima del 7 dicembre 2000, fosse un rapporto pluriennale di durata indefinita, sottratto ai principi europei di trasparenza e parità di trattamento, alla direttiva 2006/123/CE, alla disciplina nazionale sulla cessazione delle concessioni e ai principi dell’Adunanza Plenaria. Ha inoltre invocato la disapplicazione della normativa nazionale per contrasto con gli artt. 49, 56 e 63 TFUE e con l’art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, chiedendo al Comune il rilascio di titoli concessori rinnovabili senza soluzione di continuità. Nei motivi aggiunti ha impugnato, tra l’altro, gli atti comunali del 2023-2025 che avevano differito le scadenze prima al 31 dicembre 2023 e poi al 30 settembre 2027, nonché l’atto di avvio delle gare. Ha chiesto rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia e rimessioni alla Corte costituzionale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili il ricorso e i motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse, rilevando che la stessa ricorrente aveva dichiarato il venir meno dell’interesse alla decisione e che il Comune aveva preso atto della sopravvenuta improcedibilità. Non sono state esaminate nel merito le censure, le richieste di disapplicazione della normativa nazionale, di rinvio pregiudiziale o di rimessione alla Corte costituzionale. Le spese sono state compensate in ragione della complessa evoluzione normativa e giurisprudenziale della materia.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Considerato che, alla luce di quanto rappresentato congiuntamente dalle parti, è venuto meno l’interesse alla decisione della causa, con l’effetto che può essere dichiarata la sopravvenuta improcedibilità, ritenendo il Collegio che le spese di giudizio possano essere compensate, stante la complessa evoluzione normativa e giurisprudenziale che ha caratterizzato la materia;

    Il venir meno sopravvenuto dell’interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Considerato che, alla luce di quanto rappresentato congiuntamente dalle parti, è venuto meno l’interesse alla decisione della causa, con l’effetto che può essere dichiarata la sopravvenuta improcedibilità, ritenendo il Collegio che le spese di giudizio possano essere compensate, stante la complessa evoluzione normativa e giurisprudenziale che ha caratterizzato la materia;

    La disposizione è richiamata dal TAR nel quadro processuale della declaratoria di improcedibilità; il provvedimento non ne sviluppa una specifica interpretazione autonoma.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio, viene meno l’interesse del ricorrente alla decisione e tale sopravvenienza è rappresentata dalle parti, il ricorso diviene improcedibile.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittime
RamiDemanio e patrimonio pubblico
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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