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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21776/2022 del 06/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza per due motivi principali: (1) violazione dell'art. 521 cod. proc. pen. per mancata correlazione tra la contestazione originaria (furto aggravato di una grande quantità di materiali) e la condanna per ricettazione; secondo la difesa la ricettazione configurerebbe un fatto diverso rispetto al capo di imputazione e avrebbe pregiudicato il diritto di difesa; (2) vizio di motivazione e violazione di legge relativamente alla dichiarazione di responsabilità, con la censura che la Corte territoriale non avrebbe valutato compiutamente le prove dalle quali emergerebbe che il ricorrente non aveva concorso nella ricettazione, la quale sarebbe stata posta in essere dalla madre unitamente ai fratelli.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Sul primo motivo ha riaffermato il principio secondo cui la riqualificazione tra furto e ricettazione non viola l'obbligo di correlazione quando nel capo di imputazione siano indicati gli elementi essenziali che permettono al difensore di esercitare il contraddittorio e la difesa; non si configura mutamento del fatto se non vi è una trasformazione radicale degli elementi essenziali che pregiudichi concretamente la difesa. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto congrua e logica la motivazione dei giudici di merito, che hanno accertato la disponibilità dei beni nel domicilio del ricorrente e la sua consapevolezza della provenienza illecita. Pertanto la condanna per ricettazione (art. 648, comma secondo c.p.) è confermata; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile per il grado.

Norme richiamate

  • art. 648, comma secondo cod. pen.

    La norma sulla ricettazione è stata applicata ai beni rinvenuti nella disponibilità del ricorrente; i giudici hanno ritenuto provata la ricezione consapevole di beni di provenienza illecita nella forma attenuata in relazione ai beni effettivamente trovati.

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Il principio di correlazione tra accusa e sentenza non è inteso in senso meramente formale: la violazione sussiste solo se la riqualificazione del fatto altera gli elementi essenziali in modo da pregiudicare concretamente il diritto di difesa. Nel caso di specie la riqualificazione furto->ricettazione è stata ritenuta compatibile con la possibilità di difesa.

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    La Corte di cassazione ha esercitato il controllo limitato previsto da tale norma, valutando se i giudici di merito abbiano esaminato gli elementi probatori, motivato logicamente le conclusioni e dato risposta alle deduzioni delle parti, senza procedere a un sindacato di merito sui fatti.

Massime di principio

  • La riqualificazione della fattispecie (es. da furto a ricettazione o viceversa) non determina automaticamente violazione dell'art. 521 cod. proc. pen.: occorre dimostrare che la diversa qualificazione abbia mutato gli elementi essenziali del fatto in modo da impedire la concreta possibilità di difesa.
  • Se nel capo di imputazione sono indicati gli elementi fondamentali del fatto (natura del bene, oggetto dellillicità, modalità di acquisizione/disponibilità), l'imputato è considerato messo in condizione di difendersi anche in caso di diversa qualificazione giuridica adottata dai giudici.
  • La mera possibilità (o affermazione) di una versione alternativa dei fatti da parte di terzi (es. madre o fratelli) non obbliga la Cassazione a riformare la decisione, salvo che emerga un grave vizio logico o una palese inosservanza delle prove da parte dei giudici di merito.
  • La Corte di cassazione non ritraduce in nuovo giudizio di merito: il suo controllo è limitato a verificare esaustività, coerenza e logica della motivazione dei giudici di merito (art. 606 lett. e)).
  • Il possesso e la disponibilità di beni di provenienza illecita possono fondare la responsabilità per ricettazione se è provata la consapevolezza della provenienza illecita; per difendersi è necessario fornire elementi concreti che escludano la conoscenza o la disponibilità dolosa.

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