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Ordinanza

Ordinanza n. 12434/2026 - Roma, Sezione 2B

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia: - della D.D. di Roma Capitale, del 9 marzo 2026, prot. n. CB/31219/2026, Rep. n. CB/524/2026, notificata il 10 marzo 2026, avente a oggetto “ingiunzione al ripristino dello stato legittimo dei luoghi nell’unità immobiliare sita in Roma, Via del Foro Italico n. 558, censita in catasto al foglio 524, part. 45, per violazione dell’art. 21 della L.R. n. 15/2008. Olimpica 2001”; - della D.D. Roma Capitale, del 9 ottobre 2023, prot. n. CB/121487/2023, Rep. n. CB/121487/2023, avente a oggetto l’“avvio del procedimento sanzionatorio per la repressione di abusi edilizi (art. 14 Legge Regione Lazio n.15/2008 e s.m.i.) e immediata sospensione da ogni ulteriore attività edilizia in Via del Foro italico n. 558”; - dell’accertamento tecnico prot. n. CB/82214 del 18 luglio 2022 (cd. Modello B), richiamato ma non allegato al provvedimento impugnato;

Giustizia amministrativa202604895

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione al ripristino dello stato legittimo dei luoghi, unitamente all’avvio del procedimento sanzionatorio, alla sospensione dell’attività edilizia e all’accertamento tecnico richiamato

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, l’ingiunzione di Roma Capitale del 9 marzo 2026 relativa al ripristino dello stato legittimo dei luoghi nell’unità immobiliare sita in Roma, Via del Foro Italico n. 558, adottata per violazione dell’art. 21 della legge regionale Lazio n. 15/2008. Sono stati inoltre impugnati l’atto del 9 ottobre 2023 di avvio del procedimento sanzionatorio per la repressione di abusi edilizi e di immediata sospensione di ogni ulteriore attività edilizia, nonché l’accertamento tecnico del 18 luglio 2022, richiamato nel provvedimento ma non allegato. Il testo dell’ordinanza non espone ulteriori motivi di legittimità dedotti. Alla camera di consiglio la ricorrente ha chiesto il rinvio per poter proporre motivi aggiunti contro l’ordinanza di demolizione d’ufficio del 17 giugno 2026.

La decisione

Il TAR non ha esaminato nel merito i motivi di ricorso né la domanda cautelare. Preso atto della richiesta della ricorrente di proporre motivi aggiunti contro la sopravvenuta ordinanza di demolizione d’ufficio, ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo, così da consentire la successiva fissazione di una nuova camera di consiglio dopo il deposito dei motivi aggiunti, qualora corredati dalla relativa istanza cautelare e dall’istanza di fissazione dell’udienza di merito. Non risultano statuizioni sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 21 l.r. Lazio n. 15/2008

    La disposizione è indicata quale base della contestata ingiunzione al ripristino dello stato legittimo dei luoghi, ma l’ordinanza non ne esamina l’interpretazione.

  • art. 14 l.r. Lazio n. 15/2008

    La disposizione è richiamata nell’atto di avvio del procedimento sanzionatorio per la repressione degli abusi edilizi, senza essere esaminata dal Collegio.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio, viene adottato un ulteriore provvedimento strettamente connesso all’atto impugnato e il ricorrente intende contestarlo mediante motivi aggiunti, il giudice può cancellare la causa dal ruolo per consentire il deposito dei motivi aggiunti e la successiva rivalutazione della domanda cautelare.
  • La fissazione di una nuova camera di consiglio può essere subordinata al deposito dei motivi aggiunti unitamente alla relativa istanza cautelare e all’istanza di fissazione dell’udienza di merito.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniPartecipazione al procedimentoMotivi aggiunti e ricorso incidentale
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione

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