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Ordinanza

Ordinanza n. 3732/2026 - Roma, Sezione 2B

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, - dell’ordinanza sindacale n. -OMISSIS-, notificata in pari data a mezzo p.e.c. ed emessa dal Sindaco del Comune di Formello, recante: “Modificazione ordinanza n. -OMISSIS-avente a oggetto interventi di ripristino e messa in sicurezza parete tufacea posta a confine tra le proprietà -OMISSIS- e area sottostante, a seguito di evento franoso”, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, anche infraprocedimentale anche non conosciuto; - ed ogni atto antecedente, preparatorio, preordinato, presupposto e/o conseguente, anche infra-procedimentale, e comunque connesso.

Giustizia amministrativa202606545

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza sindacale contingibile e urgente recante modifiche agli interventi di ripristino e messa in sicurezza di una parete tufacea interessata da un evento franoso

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, un’ordinanza del Sindaco del Comune di Formello adottata ai sensi dell’art. 54 del d.lgs. n. 267/2000 per imporre interventi di ripristino e messa in sicurezza di una parete tufacea posta tra alcune proprietà e l’area sottostante. Dalla motivazione dell’ordinanza emergeva il coinvolgimento della società ricorrente in quanto proprietaria delle particelle interessate e soggetto avente la materiale disponibilità dei beni. La ricorrente ha contestato, in particolare, la propria legittimazione passiva richiamando il precedente sequestro penale dell’area e la nomina di un custode, sostenendo quindi di non avere avuto l’effettiva disponibilità del bene e il potere-dovere di intervenire. Nel giudizio sono stati evocati anche la Prefettura di Roma e altri soggetti proprietari, rimasti non costituiti.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto che l’ordinanza contingibile e urgente adottata dal Sindaco per fronteggiare una situazione di pericolo non abbia natura sanzionatoria e non richieda, ai fini dell’individuazione del destinatario dell’ordine urgente, un definitivo accertamento delle responsabilità per l’origine del dissesto. L’ordine può essere rivolto a chi abbia la materiale disponibilità dei beni dai quali il pericolo deriva, poiché tale posizione consente di intervenire tempestivamente per eliminare la situazione di rischio. Pertanto, l’amministrazione non è tenuta, nella fase emergenziale, a svolgere un’approfondita istruttoria sulla proprietà dei beni, restando impregiudicata la successiva individuazione dei responsabili cui imputare definitivamente i costi degli interventi. Nel caso concreto, i terreni risultavano di proprietà della ricorrente e nella sua materiale disponibilità; sulla parete franata insistevano inoltre manufatti riconducibili alla società, dai quali risultava una perdita d’acqua ritenuta verosimilmente causa o concausa del dissesto. Il precedente sequestro penale non è stato ritenuto idoneo a escludere l’attuale disponibilità dell’area, poiché il dissequestro era intervenuto e l’interdizione disposta dal Comune aveva dato esecuzione alla prescrizione del Pubblico Ministero. L’ordinanza, inoltre, era stata indirizzata anche agli altri proprietari delle particelle coinvolte, chiamati a concorrere nella gestione del pericolo secondo la rispettiva relazione con i beni. La società è stata condannata al pagamento delle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 54 d.lgs. 267/2000

    L’ordinanza sindacale contingibile e urgente diretta a fronteggiare una situazione di pericolo non ha natura sanzionatoria né presuppone l’accertamento definitivo delle responsabilità; può essere indirizzata a chi abbia la materiale disponibilità dei beni dai quali origina il pericolo e sia quindi in grado di intervenire tempestivamente.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata nella fase incidentale del giudizio, con valutazione sommaria del fumus boni iuris.

Massime di principio

  • L’ordinanza contingibile e urgente adottata dal Sindaco ai sensi dell’art. 54 del d.lgs. 267/2000 per fronteggiare una situazione di pericolo ha funzione preventiva e non sanzionatoria; il suo destinatario può essere individuato in chi abbia la materiale disponibilità del bene da cui il pericolo deriva, senza che sia necessario accertare in via definitiva la responsabilità per l’insorgenza della situazione di rischio.
  • Nella fase emergenziale, l’amministrazione non è tenuta a svolgere un’approfondita istruttoria sulla titolarità dominicale dei beni, quando sia individuabile un soggetto che, per la relazione materiale qualificata con il bene, possa intervenire tempestivamente per rimuovere il pericolo.
  • L’individuazione del destinatario dell’ordinanza urgente per ragioni di sicurezza non determina di per sé l’imputazione definitiva dei costi dell’intervento né pregiudica l’accertamento successivo delle responsabilità economiche, che resta distinto dalla misura urgente.
  • Il precedente sequestro penale dell’area non esclude la materiale disponibilità del bene quando il sequestro sia cessato e l’eventuale interdizione amministrativa dell’area sia stata adottata in attuazione delle prescrizioni dell’autorità giudiziaria.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiEfficacia ed esecuzione del provvedimentoTutela cautelare
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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