Cassazione Penale, Sentenza n. 1188/2025 del 10/01/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per violazione di legge e vizio motivazionale con quattro censure: 1) contestazione della responsabilità per ricettazione e porto in luogo pubblico della pistola rinvenuta nell'autovettura (capi 2 e 3), deducendo inesattezza del verbale di perquisizione e la prevalenza delle dichiarazioni difensive; 2) contestazione della responsabilità per ricettazione della somma di denaro provento di rapina (capo 1), con doglianza sulla debolezza e la datazione delle banconote e sulla insufficienza degli indizi; 3) omesso riconoscimento della circostanza attenuante ex art. 114 c.p. per il capo relativo al porto dell'arma; 4) mancata sostituzione della pena detentiva con una delle pene previste dall'art. 20-bis c.p. Nonché rilievi di travisamento delle risultanze processuali e richiesta di annullamento della sentenza di appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo i motivi inammissibili o manifestamente infondati. Ha confermato la valutazione dei giudici di merito circa il rinvenimento dell'arma e del denaro nell'autovettura e la affidabilità complessiva degli elementi indiziari (taglio delle banconote, contatti telefonici con persona collegata ai rapinatori, false giustificazioni dell'imputato). Ha ritenuto corretta la esclusione dell'attenuante ex art. 114 c.p. (la partecipazione non era di minima importanza) e ha giudicato inammissibile la richiesta di pena sostitutiva perché nell'appello non era stata formulata con le specifiche deduzioni di fatto e di diritto richieste dalla legge; inoltre, ha ribadito il principio secondo cui il giudice di merito esercita discrezionalità nel valutare l'applicabilità delle pene sostitutive ex art. 20-bis c.p. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 114 cod. pen.
Circostanza attenuante per partecipazione di minima importanza: non riconosciuta perché la partecipazione dell'imputato non è stata ritenuta oggettivamente marginale rispetto al fatto
art. 20-bis cod. pen.
Prevede pene sostitutive delle pene detentive brevi; l'applicazione richiede richiesta motivata in appello e resta soggetta alla discrezionalità del giudice, che deve valutare secondo i criteri dell'art. 133 c.p.
art. 606 comma 1 lett. e) cod. proc. pen.
Consente il ricorso per vizi della motivazione; la Corte sottolinea l'onere del ricorrente di specificare quale tipo di vizio (mancanza, contraddittorietà, illogicità) e di non cumulare censure incompatibili
art. 165 disp. att. cod. proc. pen. (e art. 165-bis)
Regola l'allegazione degli atti in Cassazione: il ricorrente deve indicare puntualmente gli atti da inserire nel fascicolo per consentire la loro individuazione e, pur essendo la cancelleria adibita alla formazione del fascicolo, permane l'onere di autosufficienza del ricorso
art. 581 comma 1 lett. d) e art. 591 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.
Disposizioni richiamate per la corretta formulazione delle richieste nell'appello; la carenza di 'indicazione delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto' rende inammissibile la richiesta di applicazione di pene sostitutive
art. 597 comma 5 cod. proc. pen.
Limitazione del potere del giudice di secondo grado di applicare d'ufficio pene sostitutive: il potere è tassativamente regolato e non soppianta il principio devolutivo dell'appello
art. 133 cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione discrezionale del giudice nell'applicazione delle pene sostitutive (gravità del fatto e personalità dell'imputato)
art. 58 legge n. 689/1981
Richiamata nella giurisprudenza come principio guida per l'esercizio del potere discrezionale del giudice nell'applicazione delle pene sostitutive; conferma l'obbligo di riferimento ai criteri dell'art. 133 c.p.
Massime di principio
- In Cassazione il ricorrente deve specificare con precisione il tipo di vizio della motivazione (mancanza, contraddittorietà o illogicità); censure generiche o cumulate fra loro sono spesso inammissibili
- È obbligo dell'appellante indicare puntualmente gli atti che si assumono travisati e, se necessario, allegarli o chiedere correttamente la loro formazione nel fascicolo: la cancelleria non può sostituirsi all'autosufficienza del ricorso
- La Corte di legittimità non può rivedere il merito della valutazione delle prove: può verificare solo la conformità formale della rappresentazione probatoria nella motivazione e l'eventuale travisamento manifesto degli atti
- Le spiegazioni false o contraddittorie dell'imputato possono costituire un indizio a carico e rafforzare la valutazione indiziaria già svolta dai giudici di merito
- Per ottenere l'applicazione in appello di pene sostitutive (art. 20-bis c.p.) è necessario formulare una richiesta specifica e motivata nell'atto di appello; in mancanza la questione è inammissibile e il giudice non può applicare d'ufficio tali pene salvo i casi tassativamente previsti
- L'attenuante per minima partecipazione (art. 114 c.p.) richiede prova che l'apporto dell'imputato sia stato oggettivamente marginale e di scarsa efficacia causale; una mera affermazione difensiva non è sufficiente
- Elementi materiali (ritrovamento dell'arma/denaro) uniti a elementi di contesto (contatti telefonici, rapporti personali, comportamenti successivi) possono costituire un quadro indiziario convergente idoneo a fondare una condanna, se valutati complessivamente e resi credibili dai giudici di merito
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