Cassazione Penale, Sentenza n. 6600/2023 del 16/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del giudice dell'esecuzione che rigettava l'istanza di revoca o sospensione dell'ordine di demolizione di un fabbricato. Il ricorrente deduceva: (1) errata applicazione degli artt. 31, comma 9, 36 e 45 del DPR 380/2001 e motivazione illogica sulla presunta non sanabilità dell'opera, sostenendo che l'opera fosse sanabile e che la sanatoria inciderebbe sulla demolizione; (2) violazione di legge e motivazione circa la ritenuta acquisizione definitiva dell'immobile al patrimonio comunale, argomentando che la sanatoria ex art. 36 può essere richiesta anche entro 90 giorni dopo la notifica dell'ordinanza e che il termine di 90 giorni di cui all'art. 31 comma 3 si riferisce alla demolizione volontaria, non alla perdita della titolarità dell'opera; inoltre censurava il fatto che il giudice avrebbe potuto accertare la residenza dell'istante prima di decidere.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché risultava intervenuta l'acquisizione dell'opera abusiva al patrimonio comunale per inottemperanza all'ordine di demolizione entro i termini (90 giorni), secondo consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione; perciò il ricorrente aveva perso interesse a ottenere la revoca/sospensione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
DPR 380/2001 (Testo Unico dell'edilizia), artt. 31, 36, 45
Art. 31 (e suo termine di 90 giorni) e art. 36 relativi alla possibilità di sanatoria e ai termini per la demolizione sono stati valutati in relazione all'effetto di acquisizione dell'opera al patrimonio comunale in caso di inottemperanza. La Corte ha ritenuto che l'inottemperanza entro 90 giorni determini l'acquisizione e l'assenza di interesse del proprietario a proseguire sul punto.
Codice di procedura penale, art. 606, lett. b) ed e)
Norme richiamate dal ricorrente per i motivi di cassazione (vizi di motivazione e violazione di legge).
Codice di procedura penale, art. 616
Norma applicata per la condanna alle spese del procedimento in caso di inammissibilità del ricorso.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 41722/2018; Sez. 3, n. 7399/2019)
La Corte ha richiamato precedenti secondo cui l'inottemperanza all'ordine di demolizione entro 90 giorni comporta l'acquisizione dell'opera al patrimonio comunale e la conseguente perdita di interesse del responsabile a ottenere la revoca dell'ordine di demolizione, salvo deliberazione comunale diversa.
Massime di principio
- Se il destinatario di un ordine di demolizione non ottempera entro il termine stabilito (90 giorni), l'opera può essere acquisita al patrimonio comunale; in tal caso il proprietario perde interesse a impugnare la demolizione salvo che il Consiglio comunale deliberi il mantenimento del manufatto per prevalenti interessi pubblici.
- La richiesta di sanatoria può essere proposta, ma i suoi effetti non impediscono automaticamente l'acquisizione da parte del Comune se è trascorso il termine di inottemperanza; pertanto è cruciale tempestività nell'esercizio del rimedio amministrativo e nel deposito di eventuali istanze cautelari giudiziali.
- In impugnazioni giudiziarie relative a demolizioni per abusi edilizi, il giudice valuta l'esistenza di un interesse concreto del ricorrente: l'assenza di tale interesse (perché l'immobile è ormai entrato nel patrimonio comunale) rende il ricorso inammissibile.
- Chi intende sospendere o revocare un ordine di demolizione dovrebbe documentare con prove specifiche (ad es. avvenuta presentazione e accoglimento di pratiche di sanatoria, certificati di residenza, o altri titoli rilevanti) la persistenza dell'interesse e l'effettiva rilevanza delle eccezioni sollevate, per evitare il rigetto per carenza di interesse.
- Le sanzioni processuali (spese e somme alla Cassa delle ammende) possono essere applicate in caso di ricorso dichiarato inammissibile; considerare il rischio economico di ricorsi infondati o tardivi.
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