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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3983/2022 del 04/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro probatorio di calzature ritenute contraffazione dei marchi Diadora e Saucony. La difesa ha contestato il "fumus commissi delicti" sostenendo che le scarpe recavano il marchio "Reeca" registrato dalla società ricorrente e non i marchi di terzi, producendo consulenza tecnica e fotografie. Ha inoltre osservato che il reato di cui all'art. 517-ter cod. pen. è procedibile a querela di parte e tale querela non risulterebbe proposta.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il motivo relativo alla mancanza della querela. Ha ritenuto che, poiché il Tribunale del riesame ha riqualificato il fatto da art. 474 a art. 517-ter cod. pen., avrebbe dovuto preliminarmente verificare l'esistenza della condizione di procedibilità (querela) prima di confermare il sequestro. Per questo motivo ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale del riesame di Roma perché verifichi la procedibilità del reato ex art. 517-ter, comma 1, cod. pen., e pronunci nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 474 cod. pen.

    Norma originariamente indicata quale fattispecie contestata (riconducibile a reati contro la proprietà industriale). Qui citata come qualificazione iniziale della condotta oggetto di sequestro.

  • art. 517-ter cod. pen.

    Norma presuntivamente applicata dal Tribunale del riesame in riqualificazione della condotta; la sua rilevanza processuale è che la fattispecie è procedibile a querela di parte (condizione di procedibilità che deve essere verificata prima di eventuali misure).

  • art. 23, comma 8 D.L. n.137/2020

    Norma richiamata solo per la disciplina del trattamento del ricorso (procedura di trattazione). Non incide sulla questione di merito sulla procedibilità.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 1936 del 15/11/2017 (dep. 2018); Sez. U, n. 49783 del 24/09/2009

    Principio consolidato che quando un giudice modifica la qualificazione giuridica del fatto deve accertare l'esistenza delle condizioni di procedibilità (es. querela); la mancanza di tali condizioni ostacola qualsiasi ulteriore indagine e giustifica l'annullamento.

Massime di principio

  • Se un giudice di merito riqualifica la condotta in una fattispecie che è procedibile a querela, deve verificare preliminarmente l'esistenza della querela: in sua assenza la misura cautelare è illegittima.
  • La conferma di misure come il sequestro probatorio richiede che siano rispettate le condizioni di procedibilità connesse alla nuova qualificazione giuridica; l'omessa verifica comporta annullamento e rinvio.
  • Contestazioni sul "fumus commissi delicti" (es. identità del marchio, risultati di consulenze tecniche) sono rilevanti, ma il profilo procedurale della querela può prevalere e determinare l'impedimento dell'azione prima di entrare nel merito.
  • Nella valutazione della responsabilità del produttore bisogna distinguere tra l'intenzione o percezione del consumatore e l'attribuibilità della condotta al soggetto produttore; la riqualificazione fondata su supposizioni circa l'intento del consumatore non esime dal rispetto delle condizioni di procedibilità.
  • In situazioni analoghe, prima di adottare o confermare misure cautelari in caso di riqualificazione del reato, difesa e giudice devono verificare e documentare l'esistenza di eventuali condizioni di procedibilità (querela) per evitare l'annullamento dell'atto.

Testo integrale

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