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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24399/2024 del 20/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame del 17/10/2023 che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo, limitatamente all'immobile sede della "De Luca Luxury", disposto a garanzia della futura confisca per equivalente in relazione a indagini su un presunto sistema di truffe finalizzate all'illegittima percezione del "bonus cultura" (art. 1, comma 979, legge 28/12/2015, n.208). Il ricorrente deduceva violazione degli artt. 606 lett. c) e e) c.p.p. per mancata motivazione ai sensi dell'art. 125 c.p.p. sul fumus boni iuris (gravi indizi) e sul periculum in mora (rischio di depauperamento del patrimonio).

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha ritenuto congrua e logica la motivazione del Tribunale del riesame sul fumus commissi delicti, riscontrando gravi indizi di partecipazione di De Luca al meccanismo truffaldino (ruolo di procacciatore, accesso a banche dati del CAF, contatti con beneficiari, abilitazione su piattaforme, possesso di materiale probatorio). Ha altresì ritenuto adeguata la motivazione sul periculum in mora: il sequestro preventivo dell'immobile è funzionale ad evitare il rischio di dispersione del bene destinato alla confisca e risulta proporzionato e graduale. La Corte ha confermato la possibilità di disporre il sequestro per equivalente anche nei confronti di singoli concorrenti per l'intera entità del profitto accertato, nel rispetto della solidarietà interna. Conseguentemente il ricorso è rigettato e De Luca è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 640-bis cod. pen.

    La Corte ha ritenuto che la fattispecie contestata vada inquadrata nella truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, valorizzando l'insieme degli artifici e raggiri posti in essere (procacciamento beneficiari, simulazione di vendite, fatturazione e richiesta di rimborso) come idonei ad indurre in errore l'ente erogatore

  • art. 316-ter cod. pen., secondo comma

    Il Tribunale del riesame aveva qualificato i fatti come illecito amministrativo ai sensi di tale norma; la Corte di Cassazione ha censurato tale qualificazione ritenendola idonea ad una eccessiva restrizione dell'ambito della truffa quando l'azione complessiva sia caratterizzata da rilevanti artifici e raggiri

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'obbligo di motivazione dei provvedimenti cautelari; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia fornito motivazione sufficiente e adeguata sia sul fumus che sul periculum in mora

  • art. 606 lett. c) e e) cod. proc. pen.

    Censure mosse dal ricorrente in Cassazione (vizi di motivazione); la Corte le ha ritenute infondate perché la motivazione era congrua, logica e sufficiente

  • legge 28 dicembre 2015, n.208, art.1 comma 979 ("bonus cultura")

    Quadro normativo dell'agevolazione pubblica oggetto di indebito conseguimento; la Corte ha valutato come le false dichiarazioni e il dispositivo tecnico-organizzativo usato dagli indagati abbiano determinato la indebita percezione dei rimborsi

  • Sez. U, sent. n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo il quale il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere motivazione anche sul periculum in mora e sulle ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo

  • Sez. 6, sent. n. 33757 del 10/06/2022 (Primitivo)

    Precedente richiamato in tema di confisca per equivalente: è possibile disporre il sequestro per l'intera entità del profitto anche nei confronti di singoli concorrenti quando non sia stata individuata la quota spettante a ciascuno, nel rispetto della sola solidarietà interna

Massime di principio

  • Per disporre il sequestro preventivo funzionale alla confisca è necessario dimostrare il fumus commissi delicti (gravi indizi) e il periculum in mora (rischio di depauperamento); la motivazione deve spiegare in che modo tali requisiti sussistono nel caso concreto
  • La qualificazione giuridica del fatto deve tener conto dell'insieme delle condotte poste in essere: schemi complessi e coordinati volti all'indebita percezione di erogazioni pubbliche possono assumere rilevanza quale truffa aggravata piuttosto che mera irregolarità amministrativa
  • Elementi probatori quali conversazioni intercettate, accessi a banche dati, materiale informatico, elenchi di beneficiari e codici QR possono costituire gravi indizi idonei a sostenere il fumus commissi delicti
  • Il sequestro per equivalente può essere disposto nei confronti di uno o più concorrenti anche per l'intera entità del profitto accertato se non è possibile ripartirne concretamente la quota tra i partecipanti, fermo restando il divieto di duplicazioni e il rispetto della solidarietà interna
  • La corretta motivazione sul periculum in mora deve richiamare, con adeguate ragioni, il concreto rischio di dispersione del patrimonio (vendita, trasferimento) e la necessità di anticipare l'effetto ablativo rispetto alla definizione del giudizio

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