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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17911/2022 del 05/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva rigettato l'appello avverso il diniego di restituzione di quattro orologi Rolex e di un motociclo, sequestrati preventivamente ai fini di confisca obbligatoria (reati ex artt. 73 e 74 DPR n.309/1990). Contestava la motivazione del Tribunale, lamentando omissione di motivazione sull'eccezione di abnormità del provvedimento e carenza di motivazione sui presupposti per la confisca obbligatoria e per il mantenimento del sequestro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che le censure fossero in realtà doglianze di merito e non invocassero una violazione di legge o una mancanza/superficialità della motivazione nella misura richiesta per l'ammissibilità. Il Tribunale aveva motivato congruamente che permangono esigenze cautelari e che i beni sono soggetti a confisca obbligatoria (richiamando anche la sproporzione tra redditi dichiarati e valore dei beni). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro tremila alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 323 cod. proc. pen., comma 3

    Disciplina la restituzione dei beni sequestrati quando la sentenza non dispone la confisca; consente la richiesta di restituzione salvo che permangano esigenze cautelari o che i beni siano confiscabili.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce che il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge; nella nozione rientrano mancanza fisica della motivazione o motivazione apparente ma non i meri vizi logici o di merito.

  • art. 240-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla confisca obbligatoria dei beni provento o strumento dei reati indicati; se applicabile, giustifica il mantenimento del sequestro anche dopo una sentenza che non abbia disposto la confisca.

  • art. 86-bis DPR n. 309/1990

    Prevede la confisca obbligatoria per specifiche fattispecie in materia di stupefacenti; la sua applicabilità supporta la legittimità del sequestro preventivo.

  • artt. 73 e 74 DPR n. 309/1990

    Fattispecie di reato (droghe) addebitate all'imputato che hanno legittimato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Regola l'impugnazione (appello) contro i provvedimenti in materia di sequestro e restituzione dinanzi al Tribunale del riesame.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese e, in mancanza di assenza di colpa nella proposizione del ricorso inammissibile, l'applicazione di una sanzione pecuniaria.

  • art. 23, comma 8 d.l. 137/2020 conv. in l. 176/2020

    Prevede la possibilità di svolgere udienze/camera di consiglio senza la presenza del Procuratore generale e dei difensori in particolari ipotesi, norma richiamata per lo svolgimento del procedimento.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari è ammesso solo per violazione di legge: va dimostrata la mancanza fisica della motivazione o la presenza di una motivazione meramente apparente; le critiche di merito alla valutazione delle esigenze cautelari sono inammissibili.
  • La mancata statuizione sulla confisca in una sentenza di condanna non determina automaticamente la restituzione dei beni: il sequestro può perdurare se permangono esigenze cautelari o se i beni sono confiscabili obbligatoriamente.
  • Quando i beni sono soggetti a confisca obbligatoria (ex artt. richiamati), il giudice può legittimamente negare la restituzione anche se la sentenza non ha espressamente disposto la confisca; la difesa deve provare che sono venute meno le esigenze cautelari e che i beni non sono confiscabili nemmeno in astratto.
  • Per opporsi con successo al mantenimento del sequestro, è utile fornire elementi concreti che dimostrino l'assenza delle esigenze cautelari originarie (es. nuova situazione economica, garanzie alternative) o la non assoggettabilità del bene a confisca.
  • In sede di legittimità, le censure devono mirare a profili di illegittimità normativa o a una totale carenza/insorgenza di motivazione; non è sufficiente contestare la valutazione del giudice di merito.

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