Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 147/2026 - Trieste, Sezione 1

per l'accertamento del diritto del ricorrente a percepire i sei scatti stipendiali normativamente contemplati all'art. 6 bis D.L. n. 387 del 1987, col conseguente obbligo in capo all'Amministrazione di provvedere alla rideterminazione dell'indennità di buonuscita, mediante l'inclusione nella relativa base di calcolo, dei benefici economici di cui alla disposizione citata e per la consequenziale condanna dell'Istituto resistente a versare quanto dovuto al ricorrente, con maggiorazione degli interessi fino all'effettivo soddisfo.

Giustizia amministrativa202500158

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Friuli Venezia Giulia, Sez. ISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: diniego, implicito o comunque opposto dall’INPS, della rideterminazione dell’indennità di buonuscita mediante inclusione dei sei scatti stipendiali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l’accertamento del diritto a percepire i sei scatti stipendiali previsti dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 e la conseguente rideterminazione dell’indennità di buonuscita, con condanna dell’INPS al pagamento delle somme dovute e degli interessi. La controversia concerneva, in particolare, l’applicabilità del beneficio agli appartenenti alle Forze di polizia anche quando la cessazione dal servizio sia avvenuta a domanda. L’INPS si è costituito resistendo al ricorso. Le questioni interpretative riguardavano: la rilevanza dell’art. 4 del d.lgs. n. 165/1997; gli effetti dell’abrogazione dell’art. 11 della l. n. 231/1990, che aveva sostituito l’art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987; e la natura del termine del 30 giugno previsto dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso con sentenza semplificata, richiamando la propria giurisprudenza consolidata e quella conforme del Consiglio di Stato. Ha riconosciuto al ricorrente il diritto ai sei scatti stipendiali previsti dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 e l’obbligo dell’INPS di rideterminare l’indennità di buonuscita includendo tali benefici nella base di calcolo. Il giudice ha chiarito che l’art. 4 del d.lgs. n. 165/1997 riguarda esclusivamente la base pensionabile e non il calcolo dell’indennità di buonuscita; che l’abrogazione dell’art. 11 della l. n. 231/1990 non ha fatto rivivere la precedente limitazione del beneficio alle sole cessazioni per età, inabilità permanente o decesso; e che il termine del 30 giugno non ha natura decadenziale rispetto alla fruizione del beneficio, essendo funzionale soltanto alla decorrenza del collocamento a riposo dal 1° gennaio dell’anno successivo. L’INPS è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in € 1.000,00 oltre accessori, nonché al rimborso del contributo unificato al passaggio in giudicato.

Norme richiamate

  • art. 6-bis d.l. n. 387/1987

    la domanda di collocamento in quiescenza deve essere prodotta entro e non oltre il 30 giugno dell'anno nel quale sono maturate entrambe le predette anzianità

    La disposizione riconosce i sei scatti stipendiali agli appartenenti alle Forze di polizia e il termine previsto per la domanda è funzionale alla decorrenza del collocamento a riposo, non è un termine decadenziale dalla fruizione del beneficio.

  • art. 4 d.lgs. n. 165/1997

    La norma riguarda la sola base pensionabile definita ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 503/1992 e non incide sul calcolo dell’indennità di buonuscita.

  • art. 11 l. n. 231/1990

    L’abrogazione della disposizione, che aveva sostituito l’art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987, non determina la reviviscenza della precedente formulazione limitativa del beneficio.

  • art. 2268, comma 1, n. 872, d.lgs. n. 66/2010

    L’abrogazione dell’art. 11 della l. n. 231/1990, disposta dal Codice dell’ordinamento militare, non comporta la reviviscenza della disciplina previgente che escludeva la cessazione a domanda.

  • art. 74 c.p.a.

    Consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata in presenza di giurisprudenza consolidata e di una causa manifesta.

  • art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002

    Impone alla parte soccombente il rimborso del contributo unificato, secondo quanto disposto in sentenza, al passaggio in giudicato.

Massime di principio

  • Il beneficio dei sei scatti stipendiali previsto dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 spetta agli appartenenti alle Forze di polizia a ordinamento civile o militare anche quando la cessazione dal servizio avvenga a domanda.
  • L’art. 4 del d.lgs. n. 165/1997, riferendosi alla base pensionabile, non disciplina né esclude l’inclusione dei sei scatti stipendiali nella base di calcolo dell’indennità di buonuscita.
  • L’abrogazione di una disposizione che aveva sostituito una precedente norma limitativa non determina, in assenza di una specifica previsione, la reviviscenza della norma originaria; pertanto non rivive l’esclusione del beneficio per chi cessa dal servizio a domanda.
  • Il termine previsto dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 per presentare la domanda di collocamento in quiescenza non è decadenziale rispetto al diritto al beneficio economico, ma è funzionale esclusivamente alla decorrenza del collocamento a riposo dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Come è indicizzato

MaterieTrattamento economico e previdenziale
RamiPubblico impiego e concorsi
IstitutiTermini del procedimento

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.