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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10111/2025 del 13/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione è stato proposto avverso la sentenza della Corte di appello di Messina del 6 maggio 2024 in una vicenda avente ad oggetto un abuso edilizio relativo a un locale abusivo. Il ricorrente ha dedotto vizi di motivazione e violazione di legge, contestando in particolare che il manufatto fosse ancora in stato rustico e quindi non ultimato; secondo la difesa, la sua effettiva destinazione funzionale avrebbe dovuto condurre a una diversa valutazione, prospettando così un travisamento della prova e una motivazione illogica. Ha inoltre sostenuto, in chiave di prescrizione, che il reato doveva ritenersi estinto o quanto meno che vi fosse incertezza sulla data di decorrenza del termine.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure fossero meramente fattuali e volte a una rivalutazione del merito, in contrasto con principi giurisprudenziali consolidati. Quanto alla prescrizione, ha ribadito che grava sull'imputato che intenda avvalersene l'onere di allegare gli elementi idonei a dimostrare una data di decorrenza diversa da quella risultante dagli atti; non è sufficiente una mera diversa affermazione difensiva per far ritenere estinto il reato o per creare, di per sé, un dubbio utile all'applicazione dell'in dubio pro reo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 44 d.P.R. 380/2001

    La decisione presuppone un abuso edilizio relativo a un manufatto non ultimato; la Corte richiama il principio per cui lo stato rustico dell'opera è indice sicuro della sua non ultimazione, rilevante ai fini della configurabilità del reato edilizio.

  • art. 157 c.p.

    In tema di prescrizione, l'imputato che intenda beneficiare della causa estintiva deve allegare elementi idonei a dimostrare una diversa data di inizio del decorso del termine rispetto a quella emergente dagli atti.

  • art. 591 c.p.p.

    Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per censure che si risolvono in mere deduzioni di fatto e nella richiesta di una rivalutazione del merito.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non sono scrutinabili censure che, sotto la veste del vizio di motivazione o della violazione di legge, mirino in realtà a una nuova valutazione del merito e della prova.
  • In materia edilizia, lo stato rustico dell'opera può essere valorizzato come indice della non ultimazione del manufatto, con rilievo ai fini della permanenza della condotta e della verifica dell'eventuale prescrizione.
  • Chi invoca la prescrizione ha l'onere di allegare gli elementi fattuali in proprio possesso idonei a indicare una diversa decorrenza del termine; non basta una mera contestazione alternativa rispetto ai dati già emergenti dagli atti.
  • Il principio dell'in dubio pro reo non opera in modo automatico per il solo fatto che la difesa proponga una diversa data di consumazione, se tale allegazione non è sorretta da elementi concreti e specifici.

Come è indicizzato

MaterieAbuso edilizioImpugnazioni
RamiReati ediliziProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reatoOnere della prova

Testo integrale

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