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Sentenza

Sentenza del 03/06/2022 n. 2551 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Processo Tributario - Rappresentanza - Difesa erariale - Avvocatura dello Stato - Delibera - Convenzione - Conflitto - Fonte.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Chiarire le regole per la rappresentanza e difesa in giudizio dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione: quando è obbligatorio avvalersi dell'Avvocatura dello Stato in base alla Convenzione, se e quando è possibile utilizzare avvocati del libero foro, e quale ruolo hanno i dipendenti delegati nei giudizi davanti al Tribunale e al Giudice di Pace.

La decisione

Si stabilisce che l'Agenzia deve avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato nelle ipotesi previste dalla Convenzione e ogniqualvolta emergano questioni di massima o con rilevanti riflessi economici. Resta salva la facoltà di utilizzare propri dipendenti delegati davanti a Tribunale e Giudice di Pace. Se l'Avvocatura dello Stato non è disponibile per le cause riservate dalla Convenzione, l'Agenzia può avvalersi di avvocati del libero foro senza formalità aggiuntive; analogamente può ricorrere a difensori del libero foro per i casi esclusi dalla Convenzione. Inoltre, anche quando la Convenzione riserva la difesa all'Avvocatura e questa è disponibile, l'Agenzia può comunque scegliere avvocati del libero foro a condizione di adottare una delibera motivata.

Norme richiamate

  • R.d. 1611/1933

    Richiamata come fonte storica sulla disciplina della rappresentanza e difesa in giudizio degli enti pubblici; utilizzata come riferimento per il riparto delle competenze difensive.

  • d.lgs. 112/1999 art. 41

    Richiama la disciplina delle attribuzioni e funzioni trasferite e costituisce base normativa per l'organizzazione delle competenze in tema di assistenza e rappresentanza legale degli enti pubblici.

  • d.lgs. 50/2016 artt. 4 e 17

    Richiamati per i principi relativi all'affidamento di incarichi e alle regole di pubblica amministrazione applicabili quando si ricorre a professionisti esterni; utili a delineare limiti e modalità dell'utilizzo di avvocati del libero foro.

  • d.lgs. 193/2016 art. 1, co. 8

    Norma citata a supporto delle regole organizzative dell'Agenzia e delle modalità di svolgimento delle funzioni amministrative, incluse le scelte in materia di difesa legale.

  • Cass. S.U. 30008/2019

    sentenza n. 30008/2019, Sezioni Unite

    Giurisprudenza di riferimento che conferma e chiarisce i limiti e le possibilità di utilizzo dell'Avvocatura dello Stato e dei difensori esterni, utile a sostenere la tesi secondo cui l'Avvocatura è competente per i casi riservati ma che, in determinate condizioni, è legittimo ricorrere a professionisti esterni.

Massime di principio

  • L'Agenzia pubblica deve rispettare la Convenzione con l'Avvocatura dello Stato: nei casi espressamente riservati dalla Convenzione e nelle questioni di massima o con rilevanti riflessi economici la difesa è in capo all'Avvocatura.
  • I dipendenti delegati dell'Agenzia possono rappresentare e difendere l'ente davanti a Tribunale e Giudice di Pace senza ricorrere all'Avvocatura, salvo diversa previsione convenzionale o di rilievo della questione.
  • Se l'Avvocatura non è disponibile per le cause a lei riservate, l'Agenzia può incaricare avvocati del libero foro senza ulteriori formalità; pertanto l'indisponibilità giustifica il ricorso a difensori esterni.
  • Anche se l'Avvocatura è disponibile e la Convenzione prevede il suo patrocinio, l'Agenzia può comunque optare per avvocati esterni ma ciò richiede una delibera motivata che giustifichi la scelta (motivazione documentata e idonea).
  • Nella pratica, è indispensabile documentare la verifica di disponibilità dell'Avvocatura e le ragioni della scelta di ricorrere a difensori esterni (valore economico della controversia, questioni di massima, carenze organizzative), per ridurre il rischio di contestazioni amministrative o contabili.
  • La normativa e la giurisprudenza devono essere consultate caso per caso: la qualificazione della "questione di massima" o del "rilevante riflesso economico" richiede valutazione concreta e motivata.

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