Sentenza del 03/06/2022 n. 1851 - Comm. Trib. Reg. per la Calabria
Processo - Onere della prova - Principio di vicinanza
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia verte sull'allocazione dell'onere della prova secondo il principio di prossimità (o vicinanza). Si discuteva quale parte fosse nella posizione concreta e più agevole di dimostrare determinate circostanze rilevanti ai fini della decisione, e pertanto dovesse assumersi l'onere probatorio su quegli elementi.
La decisione
La Corte ha affermato che l'onere della prova deve essere ripartito in relazione alla "prossimità" delle circostanze alla sfera di potere delle parti: ciascuna parte deve provare i fatti che ricadono nella sua sfera di disponibilità o controllo. In applicazione di tale criterio, l'onere è stato assegnato razionalmente tenendo conto della concreta possibilità di fornire prova; ove il soggetto che aveva la migliore possibilità di dimostrazione non abbia prodotto elementi utili, ciò ha inciso negativamente sull'esito della sua domanda.
Norme richiamate
art. 2697 c.c.
La norma sull'onere della prova è stata letta in combinazione con il principio di prossimità: l'obbligo di provare i fatti spetta a chi li allega, ma la ripartizione deve essere modulata secondo chi è nelle migliori condizioni di fornire la prova.
orientamento giurisprudenziale (principio di prossimità/vicinanza)
La sentenza richiama il principio giurisprudenziale secondo cui l'onere della prova va distribuito in ragione della concreta possibilità di prova, privilegiando la parte che detiene o controlla gli elementi probatori rilevanti.
Massime di principio
- L'onere della prova non è sempre rigido: va redistribuito in base alla "vicinanza" delle circostanze alla sfera di controllo della parte (chi può più facilmente acquisire la prova dovrebbe assumersi l'onere).
- Se un fatto è principalmente conoscibile o documentabile da una parte (es. detenzione di documenti, controllo di impianti, conoscenza diretta), il giudice può imputare a quella parte l'onere di provarlo.
- Il mancato apporto di prove da parte di chi è nella posizione più favorevole a produrle può comportare l'esito negativo della sua richiesta; viceversa, il ricorrente non è tenuto a produrre prove impossibili da acquisire per lui.
- In fase istruttoria, le richieste probatorie devono essere valutate anche in base alla proporzionalità e alla concretezza della possibilità di ottenere la prova dall'altra parte (es. istanze di esibizione documentale, perizie).
- Nelle controversie contro la pubblica amministrazione, il principio può richiedere che l'ente produca documenti o dati in suo possesso; l'inerzia dell'ente può essere sanzionata a livello probatorio.
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