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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 27143/2022 del 14/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia in materia doganale sulla classificazione di una partita di merce importata (2010) composta da sali profumati, sapone liquido per doccia e crema per il corpo venduti in un unico cofanetto: l'Agenzia aveva rettificato la dichiarazione doganale ritenendo che le merci dovessero essere aggregate e classificate in un'unica voce tariffaria («Sali profumati ed altre preparazioni per il bagno») con conseguente richiesta di maggiori diritti; la società aveva invece dichiarato ogni prodotto sotto la relativa voce specifica. La CTP di Genova aveva rigettato il ricorso della società; la CTR Liguria ha accolto l'appello ritenendo che ciascun prodotto avesse una voce specifica e che nessuno dei componenti conferisse carattere essenziale alla confezione né sussistesse complementarità funzionale. L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione, ma la Corte ha esaminato preliminarmente la regolarità della notifica del ricorso in cassazione e ha rilevato l'inesistenza della notifica perché effettuata su indirizzi PEC non riconducibili ai procuratori domiciliatari risultanti nel giudizio di appello.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione per inesistenza della notifica (notifica eseguita a indirizzi PEC estranei agli indirizzi dei procuratori domiciliatari), ha affermato il principio di diritto secondo cui la notifica in cassazione è inesistente se eseguita su un indirizzo PEC privo di qualunque collegamento, anche astratto, con l'indirizzo PEC del procuratore domiciliatario, e ha condannato l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli al pagamento delle spese di lite in favore della resistente, liquidate in complessivi euro 1.400,00 oltre spese forfettarie nella misura del 15%.

Norme richiamate

  • Cass. Sez. Un., 20 luglio 2016, n. 14916

    Secondo il principio applicato, in materia di notifiche per la cassazione la notifica è inesistente quando è eseguita presso un indirizzo di posta elettronica certificata privo di qualunque collegamento, neppure in astratto, con l'indirizzo di PEC del procuratore domiciliatario, non consentendo quindi la conoscibilità dell'atto da parte del destinatario

Massime di principio

  • Per le notifiche in cassazione utilizzare sempre gli indirizzi PEC risultanti dagli atti del giudizio di merito (procure e domiciliazioni): la notifica a PEC difformi può essere considerata inesistente e comportare l'inammissibilità del ricorso.
  • Verificare prima della notifica che il destinatario abbia effettivamente il procuratore domiciliatario indicato e che l'indirizzo PEC corrisponda a quello risultante dai fascicoli di merito; aggiornare le domiciliazioni quando cambiano i difensori.
  • Nel caso di autorità procedenti (es. amministrazioni pubbliche) è opportuno un controllo preventivo delle domiciliazioni e, se possibile, ottenere conferma dell'indirizzo PEC del difensore per evitare nullità processuali.
  • Se si riceve una notifica PEC non attesa o irregolare, il destinatario deve tempestivamente segnalare la difformità al giudice e far valere la mancata conoscibilità; la parte notificante rischia l'inammissibilità del gravame e la condanna alle spese.
  • Sulla materia sostanziale della classificazione doganale: quando prodotti diversi sono venduti in un unico cofanetto, la classificazione segue la regola dell'elemento essenziale e della complementarità funzionale; se ciascun prodotto ha una voce tariffaria specifica e nessuno conferisce carattere essenziale all'insieme né esiste complementarità che ne giustifichi l'aggregazione, vanno classificati separatamente.

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