Cassazione Penale, Sentenza n. 3302/2023 del 25/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso il rigetto dell'istanza di riparazione per ingiusta detenzione formulata dopo l'assoluzione per non aver commesso il fatto dal reato di omicidio. Il ricorrente lamentava che la detenzione fosse dipesa da false dichiarazioni (in particolare di La Rosa Roberto) e da una costruzione accusatoria della Polizia di Stato, mentre egli aveva fornito risposte corrette e alcune evidenze (es. impossibilità di vedere dal balcone) avrebbero smentito le dichiarazioni accusatorie; inoltre richiamava l'annullamento di un provvedimento cautelare da parte del Tribunale del riesame per mancanza di gravi indizi.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello logica e coerente: dall'intercettazione ambientale e dalla videoripresa nel Commissariato è emerso un gesto del Lombardo volto ad indicare al coindagato di non parlare, il che dimostrerebbe conoscenza di pregresse ragioni di contrasto con la vittima e la creazione, attraverso condotte di macroscopica negligenza, dell'apparenza di piena partecipazione al fatto. La Corte ha ritenuto sussistente colpa grave rilevante ai sensi dell'art. 314 c.p.p., con rapporto di causa-effetto tra tale condotta e l'adozione della misura cautelare. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute dal Ministero resistente, liquidate in euro 1.000.
Norme richiamate
art. 314 cod. proc. pen.
La norma è richiamata per escludere la riparazione quando la detenzione è determinata anche da condotte del detenuto caratterizzate da colpa grave che hanno contribuito a creare l'apparenza di responsabilità penale.
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Limita il sindacato della Corte di cassazione alla verifica della coerenza strutturale e della logicità della motivazione, escludendo una rinnovata valutazione di merito o una diversa interpretazione delle risultanze processuali.
Giurisprudenza della Cassazione (orientamenti citati)
La giurisprudenza consolidata (es. Sez. U. n. 34559/2002 e altri precedenti citati) afferma che è gravemente colposa la condotta che, per macroscopica negligenza o imprudenza, renda prevedibile l'intervento dell'autorità giudiziaria e l'adozione di provvedimenti restrittivi, e che tale colpa esclude il diritto alla riparazione.
Massime di principio
- Per ottenere la riparazione per ingiusta detenzione occorre dimostrare che la detenzione non sia stata determinata, neppure in parte, da comportamenti personali del detenuto caratterizzati da colpa grave che hanno creato l'apparenza di responsabilità.
- La mera reticenza, il silenzio o la menzogna in fase di difesa non sempre escludono l'equo indennizzo; ciò che rileva è se la condotta abbia avuto carattere di macroscopica negligenza o imprudenza che rendeva prevedibile l'arresto.
- In sede di cassazione non è possibile rivedere i fatti: il controllo è limitato alla coerenza logico-argomentativa della motivazione resa dai giudici di merito; dunque è cruciale che il giudice di merito espliciti chiaramente il nesso causale tra i comportamenti del ricorrente e l'adozione della misura.
- In situazioni simili, la difesa dovrebbe cercare di interrompere il nesso causale dimostrando l'assenza di condotte colpevoli rilevanti o provando che la misura è dipesa esclusivamente da dichiarazioni terze o da errori istruttori, non prevedibili o non riconducibili alla condotta del destinatario della misura.
- Documentare le attività poste in essere (es. verbali, registrazioni, testimonianze) e contestare nel merito la rilevanza probatoria di intercettazioni o gesti ambigui è fondamentale per evitare che apparenze create da comportamenti non spiegati possano essere interpretate come colpa grave.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 25 gen 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 3080/2023 del 25/01/2023
- Sentenza penale · 25 gen 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 3081/2023 del 25/01/2023
- Sentenza penale · 25 gen 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 3083/2023 del 25/01/2023
- Sentenza penale · 25 gen 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 3084/2023 del 25/01/2023
- Sentenza penale · 25 gen 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 3086/2023 del 25/01/2023
- Sentenza penale · 25 gen 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 3087/2023 del 25/01/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →