Regolamento (UE) 2020/2021
Regolamento di esecuzione (UE) 2020/2021 del Consiglio del 10 dicembre 2020 che attua l’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1183/2005 che istituisce misure restrittive specifiche nei confronti delle persone che violano l’embargo sulle armi per quanto riguarda la Repubblica democratica del Congo
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl regolamento di esecuzione aggiorna l’elenco delle persone soggette a misure restrittive dell’Unione nei confronti della Repubblica democratica del Congo, sostituendo integralmente l’allegato I bis del regolamento (CE) n. 1183/2005. L’atto deriva dal riesame delle misure autonome e comporta la modifica delle motivazioni di iscrizione nonché la cancellazione di una persona dall’elenco. Il regolamento ha efficacia generale, è obbligatorio in tutti i suoi elementi e si applica direttamente in tutti gli Stati membri.
Aggiornamento dell’elenco delle persone soggette a misure restrittive in relazione alla Repubblica democratica del Congo ai sensi del regolamento (CE) n. 1183/2005.
Ambito di applicazione
Si applica alle persone, entità e organismi elencati nell’allegato I bis del regolamento (CE) n. 1183/2005, nell’ambito delle misure restrittive specifiche adottate dall’Unione nei confronti di soggetti che hanno violato l’embargo sulle armi o che sono responsabili di gravi violazioni o abusi dei diritti umani nella Repubblica democratica del Congo (RDC). Il regolamento incide direttamente negli Stati membri ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Nel testo fornito l’allegato riporta esclusivamente la sezione A relativa alle persone; la sezione B relativa alle entità è menzionata ma non sviluppata nel frammento trasmesso.
Regolamento di esecuzione (UE) 2020/2021 del Consiglio: aggiornamento delle misure restrittive nei confronti di soggetti della RDC
Il regolamento attua l’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1183/2005 e aggiorna l’elenco delle persone soggette a misure restrittive connesse alla Repubblica democratica del Congo. La modifica segue un riesame delle misure autonome previste dall’articolo 2 ter del regolamento base e comporta l’aggiornamento delle motivazioni di inserimento nell’elenco nonché la cancellazione di una persona. L’atto ha natura esecutiva e incide direttamente sull’allegato I bis del regolamento principale.
Base giuridica e finalità
Il Consiglio adotta il regolamento richiamando il TFUE e, in particolare, l’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1183/2005, che costituisce la base per l’aggiornamento degli elenchi. Dai considerando emerge che il Consiglio ha effettuato un riesame delle misure restrittive autonome e ha ritenuto opportuno modificare le ragioni che giustificano la permanenza nell’elenco di taluni soggetti, oltre a cancellarne uno.
Ambito di applicazione
L’intervento riguarda esclusivamente l’allegato I bis del regolamento (CE) n. 1183/2005, cioè l’elenco delle persone, entità e organismi oggetto di misure restrittive nell’ambito del regime sanzionatorio UE relativo alla RDC. Nel frammento fornito è riportata la sezione A, dedicata alle persone; la sezione B, relativa alle entità, è menzionata ma non contenuta nel testo trasmesso. Il regolamento si applica in tutti gli Stati membri ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.
Struttura dell’allegato e criteri di designazione
L’allegato sostituito contiene, per ciascun soggetto, nome, alias, dati identificativi, motivi dell’inserimento e data di iscrizione. Le motivazioni si concentrano sulla responsabilità in gravi violazioni o abusi dei diritti umani commessi nella RDC, spesso in connessione con funzioni di comando o direzione in seno alle forze armate, alla polizia nazionale o ai servizi di intelligence.
Soggetti elencati e motivi di iscrizione
Tra i soggetti elencati figurano alti responsabili militari, di polizia e politici connessi a episodi di repressione violenta, uso sproporzionato della forza, arresti e detenzioni arbitrarie, maltrattamenti, esecuzioni extragiudiziali e repressione di oppositori, attivisti e civili. In diversi casi il testo sottolinea che la responsabilità discende dalla posizione di vertice e dal potere di comando esercitato sulle strutture che avrebbero commesso gli abusi.
- Ilunga Kampete: ex comandante della guardia repubblicana e successivamente tenente generale e comandante della base militare di Kitona; indicato come responsabile di violazioni dei diritti umani commesse dalle GR e dalle FARDC.
- Gabriel Amisi Kumba: ex comandante di zona, poi vicecapo di stato maggiore e ispettore generale delle FARDC; indicato come responsabile di violazioni recenti delle FARDC.
- Ferdinand Ilunga Luyoyo: ex comandante di unità antisommossa e di unità di protezione istituzionale della PNC; responsabile di uso sproporzionato della forza e successive violazioni della PNC.
- Célestin Kanyama: ex commissario della PNC e poi direttore generale delle scuole di formazione della PNC; collegato a repressione violenta e intimidazioni ai giornalisti.
- John Numbi: ex ispettore generale delle FARDC; indicato come responsabile di violenze sproporzionate contro minatori illegali e di violazioni nelle aree di sua influenza.
- Evariste Boshab: ex vice primo ministro e ministro dell’interno e della sicurezza; responsabile di arresti di attivisti e oppositori e dell’uso sproporzionato della forza durante le proteste.
- Alex Kande Mupompa: ex governatore del Kasai Centrale; responsabile di repressione violenta ed esecuzioni extragiudiziali.
- Jean-Claude Kazembe Musonda: ex governatore dell’Alto Katanga; responsabile di repressione violenta e uccisioni durante proteste a Lubumbashi.
- Éric Ruhorimbere: ex vicecomandante della 21a regione militare e poi comandante di settore operativo; responsabile di esecuzioni extragiudiziali e violenze delle FARDC.
- Emmanuel Ramazani Shadari: ex vice primo ministro e ministro dell’interno e della sicurezza; responsabile di arresti di oppositori e repressione violenta in varie province.
- Kalev Mutondo: ex capo dell’ANR; indicato per arresti arbitrari, detenzione e maltrattamenti di oppositori e attivisti.
Effetti giuridici del regolamento
L’atto non disciplina nel dettaglio nuove tipologie di misure, ma produce l’effetto di aggiornare la lista di designazione già esistente nel regime sanzionatorio del regolamento (CE) n. 1183/2005. Per gli operatori economici e i professionisti ciò implica la necessità di verificare costantemente la corrispondenza dei soggetti designati con i divieti e le restrizioni previste dal regime base, in particolare per operazioni finanziarie, disponibilità economiche e rapporti contrattuali con i nominativi inseriti nell’elenco.
Entrata in vigore
Il regolamento è firmato a Bruxelles il 10 dicembre 2020 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea l’11 dicembre 2020. Da tale pubblicazione decorre l’entrata in vigore dal giorno successivo, con applicazione immediata e uniforme in tutti gli Stati membri.
Disposizioni principali
Aggiornamento dell’allegato I bis
L’articolo 1 dispone la sostituzione integrale dell’elenco dell’allegato I bis del regolamento (CE) n. 1183/2005 con il testo contenuto nell’allegato del regolamento di esecuzione. L’intervento serve ad aggiornare le motivazioni di iscrizione delle persone inserite nell’elenco e a cancellarne una, in esito al riesame delle misure restrittive autonome di cui all’articolo 2 ter del regolamento base.
Entrata in vigore e applicazione diretta
Ai sensi dell’articolo 2, il regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. È espressamente qualificato come obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Contenuto dell’allegato I bis: persone designate
L’allegato elenca le persone soggette a misure restrittive, con dati identificativi, alias, motivi dell’inserimento e data di iscrizione. Nel testo fornito compaiono, tra gli altri, Ilunga Kampete, Gabriel Amisi Kumba, Ferdinand Ilunga Luyoyo, Célestin Kanyama, John Numbi, Evariste Boshab, Alex Kande Mupompa, Jean-Claude Kazembe Musonda, Éric Ruhorimbere, Emmanuel Ramazani Shadari e Kalev Mutondo, tutti indicati come responsabili o coinvolti in gravi violazioni o abusi dei diritti umani nella RDC.
Base sostanziale delle iscrizioni
Le motivazioni ruotano attorno alla responsabilità, diretta o per posizione apicale, in atti quali uso sproporzionato della forza, repressione violenta, arresti arbitrari, detenzioni e maltrattamenti, esecuzioni extragiudiziali e altre gravi violazioni dei diritti umani attribuite principalmente a FARDC, PNC, servizi di sicurezza e apparati di intelligence congolese.
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