Cassazione Penale, Sentenza n. 27147/2023 del 22/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava la conferma in appello delle condanne (18 capi) per reati commessi nei confronti della compagna non convivente: maltrattamenti, lesioni personali aggravate, violenza sessuale aggravata, rapina aggravata (riqualificata in furto con strappo/624-bis), violenza privata. Le censure principali riguardavano: (i) la valutazione della prova (chat e dichiarazioni della parte offesa) e la credibilità delle accuse di violenza sessuale; (ii) la qualificazione di alcuni fatti come reati consumati anziché tentati (sottrazione del cellulare); (iii) la valutazione della capacità di intendere e volere (criticando la perizia d'ufficio e valorizzando i test psicodiagnostici della difesa, con diagnosi di narcisismo/covert); (iv) l'applicazione dell'aggravante dell'art. 577 n.1 (relazione affettiva/convivenza) per fatti anteriori al 9/8/2019; (v) la presunta improcedibilità per mancanza di querela dopo la riforma "Cartabia"; (vi) il diniego delle circostanze attenuanti (art. 62 n.6 e art. 62-bis) nonostante offerta risarcitoria di euro 50.000 e presunta collaborazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso nella maggior parte dei motivi e lo ha accolto solo in relazione all'ottavo motivo: ha rilevato che, per i fatti antecedenti al 9/8/2019 (capi 2, 3 e 5), l'aggravante prevista dall'art. 577 n.1 cod. pen. era stata erroneamente applicata, perché prima della modifica normativa l'aggravante si applicava solo in caso di convivenza stabile. Ha quindi escluso tale aggravante per i tre capi, eliminando l'aumento di pena complessivo di un mese di reclusione e rideterminando la pena finale in sei anni e sette mesi di reclusione (in luogo della precedente determinazione). Tutte le altre censure sono state dichiarate inammissibili o infondate: la valutazione delle chat e delle testimonianze è stata ritenuta congrua, le qualificazioni di consumazione dei reati (anche sottrazioni di cellulari) confermate, la perizia d'ufficio sulla capacità di intendere e volere ritenuta adeguata, e respinte le questioni sulla procedibilità (la costituzione di parte civile è stata considerata equivalente alla querela alla stregua della giurisprudenza e delle disposizioni transitorie). La Corte ha altresì condannato l'imputato a rifondere le spese sostenute dalla parte civile per il giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 612-bis cod. pen.
Utilizzato in sede di merito per la riqualificazione di talune condotte (richiamato rispetto al capo 1); la Corte di Cassazione non ha contestato la valutazione operata dai giudici di merito su questo punto.
art. 624-bis cod. pen. (furto con strappo)
La riqualificazione di alcuni fatti in furto con strappo ha mantenuto la procedibilità d'ufficio e ha permesso la connessione processuale con altri reati perseguibili d'ufficio.
art. 610 cod. pen. (violenza privata)
I giudici hanno ritenuto che la sottrazione del telefono e l'impedimento alla riconquista del possesso fossero consumati, giustificando la condanna per violenza privata e rigettando la tesi del mero tentativo.
artt. 88 e 89 cod. pen.
La perizia d'ufficio è stata ritenuta sufficiente ad accertare la capacità di intendere e volere; i test psicodiagnostici prodotti dalla difesa non hanno dimostrato un deficit tale da escludere la responsabilità penale.
art. 577 cod. pen.
"1. contro l'ascendente o il discendente o contro il coniuge, anche legalmente separato, contro l'altra parte dell'unione civile o contro la persona legata al colpevole da relazione affettiva e con esso stabilmente convivente;"
La Corte ha precisato che, nella formulazione anteriore alla legge n. 69/2019 (entrata in vigore il 9/8/2019), l'aggravante richiedeva la convivenza stabile e non bastava la semplice relazione affettiva: pertanto l'aggravante è stata esclusa per i fatti commessi prima della modifica (capi 2, 3, 5).
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 ("riforma Cartabia")
La Corte ha applicato i principi giurisprudenziali recenti: la costituzione di parte civile non revocata può essere considerata equivalente alla querela quando la procedibilità è divenuta a querela per disposizione sopravvenuta; inoltre la connessione materiale e processuale con reati perseguibili d'ufficio mantiene la procedibilità di quelli connessi.
art. 85, comma 2-ter d.lgs. n. 150/2022
"Per i delitti previsti dagli art. 609-bis, 612-bis e 612-ter del codice penale, commessi prima della data di entrata in vigore del presente decreto, si continua a procedere d'ufficio quando il fatto è connesso con un delitto divenuto perseguibile a querela della persona offesa in base alle disposizioni del presente decreto."
Dispositivo transitorio richiamato per confermare la procedibilità d'ufficio delle violenze sessuali commesse prima della riforma quando sono connesse con reati procedibili d'ufficio.
art. 585 cod. pen.
Richiamato per il calcolo dell'effetto dell'aggravante sulla pena (incide al massimo per un terzo sulla pena); la Cassazione ha quantificato e tolto complessivamente un mese di reclusione in favore del reo per l'esclusione dell'aggravante sui tre capi.
art. 62 n. 6) cod. pen. (circostanza attenuante per offerta di risarcimento)
La Corte ha ritenuto che un'offerta non concretamente realizzata e rifiutata non basti a giustificare l'applicazione dell'attenuante: è necessaria adeguata congruità e/o effettività dell'atto riparatorio.
art. 62-bis cod. pen. (attenuanti generiche)
La concessione delle attenuanti generiche richiede una valutazione globale positiva; la Corte ha ritenuto insufficienti gli elementi favorevoli (collaborazione, offerta non concretizzata, personalità, incensuratezza) per applicarle nel caso concreto.
Massime di principio
- In Cassazione le censure che mirano alla mera rivalutazione del merito probatorio (es. valutazione di chat, credibilità delle parti, bilanciamento delle dichiarazioni) sono, di regola, inammissibili salvo che non emergano vizi motivazionali specifici e puntuali.
- La presenza di messaggi o rapporti sessuali consensuali in altri momenti della relazione non esclude automaticamente che episodi specifici costituiscano violenza sessuale: il giudice valuta la divergenza fra atti descritti come violenti e quelli descritti come consensuali.
- Per la qualificazione tra reato consumato e tentato (es. sottrazione di cellulare) è decisiva la valutazione fattuale del possesso e del controllo concreto dell'oggetto; la cassazione conferma le valutazioni di fatto dei giudici di merito se fondate e coerenti.
- Le perizie d'ufficio sulla capacità di intendere e volere hanno rilievo primario; test psicodiagnostici prodotti dalla difesa non modificano l'esito se non inseriti in un quadro clinico che dimostri compromissione tale da escludere la capacità.
- La costituzione di parte civile, se mantenuta e non revocata, può essere considerata alla stregua di una querela quando disposizioni sopravvenute rendono il reato procedibile a querela; la connessione con reati perseguibili d'ufficio preserva la procedibilità complessiva.
- L'aggravante prevista dall'art. 577 cod. pen. va applicata con attenzione alla data di entrata in vigore delle modifiche legislative: per i fatti anteriori alla modifica va verificato il requisito della convivenza stabile.
- Un'offerta di risarcimento non perfezionata o puramente generica difficilmente giustifica l'applicazione dell'attenuante riparatoria (art. 62 n.6); serve concretezza e congruità rispetto al danno e alla gravità dei fatti.
- Le attenuanti generiche sono concesse solo in presenza di elementi positivi rilevanti e valutati complessivamente; la mera incensuratezza o dichiarata disponibilità a rimediare non necessariamente bastano.
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