Sentenza n. 2259/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza - della sentenza n. 3440/2023, emessa dal Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, in data 19 ottobre 2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva ordinato l’attribuzione della Carta docente per cinque anni scolastici
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l’ottemperanza della sentenza n. 3440/2023 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, passata in giudicato, con la quale il Ministero dell’Istruzione e del Merito era stato condannato a mettere a sua disposizione la Carta docente del valore di € 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2016/2017, 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, per complessivi € 2.500,00. Il ricorrente ha dedotto l’inerzia dell’Amministrazione, nonostante la notificazione della sentenza e il suo passaggio in giudicato, chiedendo l’esecuzione della pronuncia e, in caso di ulteriore inottemperanza, la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio il Ministero ha provveduto a erogare quanto riconosciuto dalla sentenza civile.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che, durante il giudizio di ottemperanza, il Ministero ha integralmente eseguito il comando contenuto nella sentenza del Tribunale di Milano e ha così pienamente soddisfatto la pretesa del ricorrente. Non residuando alcuna utilità concreta nell’ulteriore prosecuzione del giudizio, non è stata adottata alcuna misura esecutiva né è stata nominata un commissario ad acta. Le spese sono state poste a carico del Ministero, in ragione della sua precedente inerzia, e liquidate in € 800,00 oltre oneri e spese generali, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Carta elettronica (o Carta docente), di importo nominale di € 500,00 per ciascun anno scolastico
La norma costituisce il fondamento della pretesa sostanziale all’attribuzione della Carta docente, già riconosciuta al ricorrente dalla sentenza civile ottemperanda.
art. 34 c.p.a.
La pronuncia dichiara la cessazione della materia del contendere per intervenuta piena soddisfazione della pretesa nel corso del giudizio.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l’integrale esecuzione del comando contenuto nella sentenza prima della decisione determina la cessazione della materia del contendere, quando la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta e non residui alcuna utilità concreta dalla prosecuzione del giudizio.
- La sopravvenuta esecuzione della sentenza ottemperanda rende non necessaria la nomina del commissario ad acta richiesta per l’ipotesi di perdurante inottemperanza.
- La cessazione della materia del contendere non impedisce la condanna alle spese dell’amministrazione che, pur avendo adempiuto nel corso del giudizio, abbia determinato la necessità di promuovere il giudizio di ottemperanza con la propria precedente inerzia.
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