Sentenza del 25/10/2017 n. 25273 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeNel corso del giudizio di cassazione il Comune ha depositato una formale rinuncia al ricorso, deliberata dalla Giunta comunale. La società resistente ha dichiarato di prendere atto e di accettare la rinuncia. La Corte di cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio e ha compensato integralmente le spese tra le parti. La Corte non ha deciso nel merito la correttezza degli avvisi ICI, ma ha chiuso il processo per rinuncia al ricorso.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Il Comune aveva impugnato per cassazione la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Friuli Venezia Giulia, che aveva confermato l'illegittimità degli avvisi di accertamento ICI relativi agli anni 2003-2007, emessi nei confronti della società per diverse aree fabbricabili di sua proprietà. La contestazione riguardava la determinazione del valore venale delle aree: secondo i giudici tributari, il Comune si era limitato a richiamare la delibera consiliare ICI n. 78/2000, senza provare concretamente i parametri necessari, quali ubicazione, indice di edificabilità, destinazione d'uso, costi di adattamento e prezzi medi di mercato.
Norme richiamate
Delibera del Consiglio Comunale di Torviscosa n. 78/2000
La delibera era stata richiamata dal Comune per sostenere i valori venali delle aree fabbricabili ai fini ICI, ma i giudici tributari avevano ritenuto insufficiente il suo richiamo in assenza di una dimostrazione concreta dei parametri di stima applicabili ai singoli terreni.
Disciplina ICI sul valore venale delle aree fabbricabili
Ai fini della determinazione della base imponibile, il valore delle aree fabbricabili deve essere individuato considerando elementi concreti e specifici, tra cui ubicazione, indice di edificabilità, destinazione urbanistica, costi di adattamento e valori di mercato. Un valore stabilito in modo astratto o mediante il solo richiamo a una delibera comunale può risultare non adeguatamente motivato o provato.
Norme processuali sulla rinuncia al ricorso per cassazione
La rinuncia al ricorso, quando presa d'atto o accettata dalla controparte, consente alla Corte di dichiarare l'estinzione del giudizio; nel caso concreto, le spese sono state compensate.
Massime di principio
- In materia di imposte sulle aree fabbricabili, l'amministrazione deve motivare e, se contestata, dimostrare il valore venale utilizzato, riferendolo alle caratteristiche effettive del terreno e non soltanto a valori generali o a una delibera comunale.
- La stima deve tenere conto della specifica destinazione urbanistica, dell'indice di edificabilità, della localizzazione, degli eventuali costi necessari per rendere edificabile l'area e dei prezzi medi di mercato comparabili.
- Il semplice richiamo a una delibera che fissa valori indicativi non esclude automaticamente la pretesa fiscale, ma può essere insufficiente se non è accompagnato da una spiegazione del modo in cui quei valori si applicano alla singola area.
- Quando il ricorrente rinuncia al ricorso e la controparte ne prende atto o accetta la rinuncia, il giudizio può essere dichiarato estinto senza una decisione sul merito; la compensazione delle spese dipende dalla valutazione del caso e dagli accordi o comportamenti processuali delle parti.
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