Sentenza del 25/10/2017 n. 1067 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto
Accertamento - controlli e verifiche - accesso - processo verbale di constatazione - avviso di accertamento - rilievi non compendiati nel processo verbale di constatazione - violazione dell'articolo 12, comma 7, legge n. 212 del 2000 - sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La Fondazione ha impugnato l'avviso di accertamento relativo al 2009, con cui l'Agenzia delle Entrate aveva disconosciuto la qualifica e il regime fiscale agevolato delle Onlus, riqualificato l'ente come soggetto commerciale e recuperato a tassazione maggiori ricavi presunti pari a 42.000 euro, derivanti dalla vendita di biglietti per la manifestazione "AAA", oltre a ulteriori entrate, ai fini IRES, IRAP e IVA. Il motivo principale era la violazione dell'articolo 12, comma 7, della legge n. 212/2000: il processo verbale di constatazione non aveva indicato in modo specifico né quantificato i maggiori ricavi e il maggior reddito poi contestati nell'avviso, impedendo alla contribuente di presentare osservazioni entro il termine di 60 giorni e di esercitare un effettivo contraddittorio preventivo. La Fondazione contestava inoltre la ricostruzione presuntiva degli incassi.
La decisione
La Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza aveva accolto il ricorso e annullato l'avviso. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato integralmente la sentenza di primo grado. Ha ritenuto che l'incontro con la contribuente non costituisse un contraddittorio procedimentale effettivo e che il processo verbale si fosse limitato a rilevare la mancanza dei requisiti Onlus, senza formalizzare le specifiche riprese per maggiori ricavi e redditi successivamente inserite nell'avviso. Poiché tali riprese costituivano sviluppo della verifica e non un'attività autonoma, l'Ufficio avrebbe dovuto renderle note nel processo verbale, consentendo la presentazione di memorie nel termine di 60 giorni. L'omissione ha determinato la nullità dell'avviso sia per l'IVA sia per le imposte dirette. L'appello è stato quindi respinto, con spese di giudizio a carico dell'Ufficio, liquidate in 5.000 euro oltre accessori e rimborso del contributo unificato, se versato.
Norme richiamate
Articolo 12, comma 7, legge n. 212/2000 - Statuto dei diritti del contribuente
Il contribuente può comunicare, entro sessanta giorni dal rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza.
In caso di accesso e verifica presso la sede o i locali del contribuente, il processo verbale deve rappresentare in modo sufficientemente completo gli elementi e le contestazioni che l'Ufficio intende porre a fondamento dell'accertamento. Non è legittimo introdurre nell'avviso riprese sostanzialmente nuove, non previamente comunicate nel verbale, perché ciò impedisce l'esercizio del contraddittorio entro il termine di 60 giorni. La violazione comporta la nullità dell'avviso.
Articolo 37 del D.P.R. n. 600/1973
È richiamato con riferimento ai controlli e agli accertamenti contabili svolti dall'Amministrazione finanziaria. Nel caso concreto, tuttavia, la qualificazione dell'attività come controllo contabile non ha escluso le garanzie dell'articolo 12, comma 7, poiché l'accertamento derivava dall'accesso e dalla verifica conclusa con processo verbale.
Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 24283/2015
La sentenza distingue tra tributi armonizzati, come l'IVA, per i quali il contraddittorio preventivo deriva anche dai principi dell'ordinamento unionale, e tributi non armonizzati, come le imposte dirette, per i quali l'obbligo sussiste solo quando previsto da una specifica norma nazionale. La Commissione ha ritenuto che, nel caso esaminato, tale previsione nazionale fosse costituita dall'articolo 12, comma 7, della legge n. 212/2000.
Massime di principio
- Quando l'Amministrazione effettua un accesso o una verifica presso i locali del contribuente e redige un processo verbale di constatazione, l'avviso di accertamento deve restare sostanzialmente coerente con le contestazioni e gli elementi illustrati nel verbale.
- L'Ufficio non può utilizzare il processo verbale per contestare una determinata questione e poi fondare l'avviso su nuove riprese, presunzioni o maggiori ricavi non adeguatamente indicati nel verbale.
- Il termine di 60 giorni previsto dall'articolo 12, comma 7, serve a garantire un contraddittorio effettivo: il contribuente deve conoscere previamente le contestazioni rilevanti per poterle confutare.
- La mera interlocuzione informale, la consegna di documenti o la risposta a domande dell'Ufficio non equivalgono necessariamente a un contraddittorio preventivo, se non sono state comunicate le concrete ipotesi di recupero fiscale.
- La violazione del contraddittorio può comportare la nullità dell'intero avviso quando le diverse riprese sono tra loro collegate e derivano dalla medesima verifica.
- Per l'IVA il contraddittorio può essere imposto anche dai principi dell'ordinamento unionale; per le imposte dirette occorre invece individuare una specifica base normativa nazionale, come l'articolo 12, comma 7, nei casi di verifica con accesso.
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