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Sentenza

Sentenza n. 29/2026 - Bari, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento di diniego di permesso di costruire in sanatoria, recante il n. prot. 18283 in data 22 novembre 2019, emesso dal dirigente dell’Ufficio Urbanistico del Comune di San Marco in Lamis, controfirmato dal responsabile del procedimento; di ogni ulteriore atto e/o provvedimento amministrativo, presupposto, connesso e/o consequenziale, antecedente o successivo, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202000173

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di permesso di costruire in sanatoria relativo a quattro istanze di condono edilizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego comunale sostenendo, in primo luogo, che il decorso di ventiquattro mesi dalla presentazione delle quattro domande di condono edilizio, senza un espresso provvedimento, avesse determinato la formazione del silenzio-assenso. Ha dedotto inoltre eccesso di potere per difetto di istruttoria, lamentando la mancata acquisizione o valutazione della compatibilità idrogeologica da parte dell'Autorità di Bacino e della compatibilità urbanistico-edilizia rispetto allo strumento urbanistico ritenuto applicabile. Il ricorrente ha valorizzato l'integrale pagamento delle somme richieste, il deposito della documentazione tecnica, le attestazioni comunali del 2006, l'ultimazione delle opere anteriormente al 31 marzo 2003, l'inserimento delle aree in un contesto edificato e l'assenza, secondo una relazione tecnica di parte, di pericolosità idrogeologica. Ha chiesto anche la declaratoria del diritto al rilascio del titolo in sanatoria e l'ordine al Comune di provvedere in tal senso.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Ha escluso la formazione del silenzio-assenso perché l'area è sottoposta a plurimi vincoli, tra cui vincolo idrogeologico, tutela paesaggistica, appartenenza al Parco Nazionale del Gargano e prescrizioni del piano paesaggistico e del piano per l'assetto idrogeologico; in presenza di tali vincoli sono necessari pareri espressi e vincolanti delle autorità competenti. Il pagamento delle somme dovute e il decorso del tempo non producono automaticamente il diritto alla sanatoria e le attestazioni del 2006 attestavano soltanto la presentazione delle domande, subordinandone gli effetti al rispetto dei vincoli. La mancata restituzione delle somme versate è stata ritenuta estranea al thema decidendum. Il Collegio ha inoltre ritenuto irrilevante la relazione tecnica di parte sull'assenza di pericolosità, non sostitutiva del parere dell'Autorità di Bacino, e ha considerato decisiva la mancata acquisizione di un parere favorevole. Ha richiamato la precedente sentenza non appellata che aveva qualificato gli interventi come lottizzazione abusiva in zona rurale di valore paesaggistico-ambientale. La classificazione urbanistica rilevante è stata individuata nel vigente PUG, non nel precedente strumento richiamato dal ricorrente. Infine, il diniego è stato ritenuto adeguatamente motivato mediante il richiamo all'art. 32, comma 27, lett. d), l. n. 326/2003 e alle cause ostative derivanti dai vincoli e dal contrasto con gli strumenti urbanistici. Il ricorrente è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 2.500 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 32, comma 27, lett. d), l. n. 326/2003

    Esclude la sanabilità delle opere abusive realizzate in aree sottoposte a vincoli statali o regionali posti a tutela di interessi idrogeologici, ambientali e paesistici, in assenza dei necessari presupposti e pareri favorevoli.

  • r.d. n. 3267/1927

    Rileva quale fonte del vincolo idrogeologico gravante sull'area e quale elemento ostativo alla formazione del silenzio-assenso in assenza del parere dell'autorità competente.

  • d.lgs. n. 42/2004

    La tutela paesaggistica richiede il parere espresso dell'autorità competente e impedisce la formazione di una sanatoria tacita in presenza del vincolo.

  • d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, art. 52, commi 1 e 2

    Ha costituito la base normativa, insieme al regolamento europeo richiamato in dispositivo, per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente.

  • Regolamento (UE) 2016/679, artt. 5 e 6

    Richiamato nel dispositivo a fondamento della tutela dei diritti e della dignità della parte mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In presenza di vincoli paesaggistici, ambientali o idrogeologici che impongano per legge il parere espresso dell'autorità competente, il silenzio-assenso sulla domanda di condono o sanatoria edilizia non può formarsi per il mero decorso del termine procedimentale.
  • Il pagamento integrale degli oneri, dell'oblazione o delle altre somme richieste per il condono costituisce un adempimento finanziario e non determina automaticamente il diritto al rilascio della sanatoria quando manchino i presupposti sostanziali o sussistano vincoli ostativi.
  • Le attestazioni comunali relative alla presentazione di una domanda di condono, se subordinate al rispetto dei vincoli esistenti, non equivalgono a una certificazione definitiva della conformità urbanistica o alla concessione della sanatoria.
  • Una relazione tecnica di parte sull'assenza di pericolosità idrogeologica non può sostituire il parere dell'autorità pubblica istituzionalmente competente alla valutazione del vincolo.
  • La legittimità della sanatoria edilizia deve essere valutata alla luce dei vincoli e degli strumenti urbanistici rilevanti al momento della decisione, e il decorso del tempo non consolida un affidamento tutelabile quando difettino i presupposti sostanziali della sanatoria.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniVincoli e piani paesaggisticiTermini del procedimento e silenzio
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativo
SottomaterieDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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