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Sentenza

Sentenza n. 1385/2026 - Firenze, Sezione 1

per l'ottemperanza della sentenza n. 63/2024, emessa nel giudizio R.G. n. 413/2023 del Tribunale di Grosseto Sezione Lavoro, pubblicata in data 07/02/2024.

Giustizia amministrativa202501796

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Grosseto, Sezione Lavoro, n. 63/2024, relativa all'accredito del beneficio della carta del docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza n. 63/2024 del Tribunale di Grosseto, passata in giudicato, con la quale era stato accertato il suo diritto al beneficio previsto dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 per gli anni scolastici 2018/2019, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, con condanna del Ministero ad adottare gli atti necessari a consentirne il godimento. La sentenza era stata notificata al Ministero il 9 febbraio 2024 ai fini esecutivi. Nonostante il passaggio in giudicato, attestato il 9 maggio 2025, e il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996, l'amministrazione non aveva dato esecuzione al giudicato. La ricorrente ha quindi chiesto che fosse ordinato al Ministero di accreditare gli importi dovuti mediante la carta del docente.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, ritenendo provati la definitività della sentenza da eseguire, la sua notificazione all'amministrazione, il decorso del termine dilatorio per l'avvio dell'esecuzione e l'inottemperanza del Ministero, non contestata in giudizio. Ha ordinato al Ministero di dare integrale esecuzione al giudicato entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, accreditando mediante la carta del docente euro 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2018/2019, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. Per l'eventuale ulteriore inadempimento ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio centrale di Bilancio del Ministero, o un funzionario delegato, con termine di sessanta giorni per provvedere. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre oneri e accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio economico-formativo spettante alla ricorrente per gli anni scolastici riconosciuti dal giudicato.

  • art. 14, comma 1, d.l. 669/1996

    Prevede il termine dilatorio di centoventi giorni che deve essere rispettato prima dell'avvio dell'esecuzione nei confronti delle amministrazioni debitrici; il TAR ne ha verificato l'avvenuto decorso.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è fondato quando il ricorrente dimostra l'esistenza di un giudicato favorevole, la sua notificazione all'amministrazione ai fini esecutivi, il decorso del termine dilatorio previsto dalla legge e la persistente mancata esecuzione dell'obbligo conformativo o patrimoniale.
  • In presenza di un giudicato che riconosca al privato il diritto a un beneficio determinato e imponga all'amministrazione di adottare gli atti necessari a consentirne il godimento, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di eseguire specificamente la prestazione entro un termine assegnato.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare, per l'eventuale ulteriore inerzia dell'amministrazione, un commissario ad acta incaricato di compiere gli adempimenti necessari in sostituzione dell'amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereTermini del procedimentoOnere della prova e principio dispositivo

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