Cassazione Penale, Sentenza n. 2138/2025 del 17/01/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza di inammissibilità con cui la Corte di appello di Genova aveva respinto la richiesta di espletamento di incidente probatorio proposta per raccogliere prove funzionali a una futura istanza di revisione della condanna per l'omicidio di Coli Ausonio (sentenza irrevocabile del 14/03/2008). Le richieste difensive miravano a: (i) contestare l'attendibilità dell'esito positivo del "tampone stub" in relazione al tempo trascorso tra il delitto e il prelievo; (ii) esperimento giudiziale in loco per verificare la corrispondenza tra rumore percepito dalla teste e numero/qualità dei colpi (eventuale utilizzo di arma con silenziatore); (iii) contestare la determinazione dell'ora del delitto e la deduzione sui tempi di percorrenza utilizzata dai giudici di merito; (iv) sollevare dubbi sull'affidabilità del perito balistico. La difesa sosteneva che tali accertamenti costituivano prove nuove o comunque decisive per una possibile revisione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata per incompetenza funzionale del giudice che l'aveva pronunciata. Ha ritenuto che, dopo il passaggio in giudicato, le istanze difensive che richiedono un intervento dell'autorità giudiziaria (quali gli incidenti probatori finalizzati a una possibile revisione) siano in via generale di competenza del giudice dell'esecuzione (nel caso, la Corte d'assise di Grosseto, quale giudice dell'esecuzione), e non della Corte che sarebbe competente solo in caso di presentazione formale della domanda di revisione. Perciò l'ordinanza della Corte di appello di Genova è viziata da incompetenza funzionale; gli atti devono essere trasmessi alla Corte d'assise di Grosseto per le determinazioni conseguenti.
Norme richiamate
art. 327-bis cod. proc. pen.
Consente indagini difensive anche dopo il passaggio in giudicato al fine di raccogliere elementi per una eventuale richiesta di revisione; la Cassazione ne ricava la legittimazione della difesa a chiedere incidenti probatori post-judice, ma sottolinea che la competenza a decidere spetta al giudice dell'esecuzione.
art. 391-bis cod. proc. pen.
Disciplina le investigazioni difensive e prevede che il difensore possa chiedere l'espletamento di un incidente probatorio; la Cassazione lo cita per confermare la previsione normativa dell'istituto ma chiarisce che la richiesta deve essere esaminata dal giudice competente (giudice dell'esecuzione) quando la sentenza è passata in giudicato.
art. 633 cod. proc. pen.
Norma sulla revisione; la Corte richiama la regola che individua la competenza territoriale e temporale del giudice della revisione e spiega che la competenza funzionale della Corte di appello ai fini della revisione si attiva soltanto dopo la presentazione della domanda di revisione.
art. 11 cod. proc. pen.
Individuazione dei criteri per la competenza; la Cassazione osserva che la modifica normativa ha l'obiettivo di evitare condizionamenti territoriali e che il richiamo ai criteri di cui all'art. 11 è rilevante per stabilire quale Corte sarebbe competente in caso di revisione.
Giurisprudenza della Cassazione
richiami a Sez. 1, n. 1599/2006; Sez. 1, n. 2603/2021; Sez. 4, n. 21543/2024; Sez. 5, n. 1206/2020
La giurisprudenza prevalente afferma che, dopo il passaggio in giudicato, le richieste di indagini difensive che implicano un intervento dell'autorità giudiziaria sono in generale di competenza del giudice dell'esecuzione; il principio è stato ribadito anche in casi recenti e qui richiamato per motivare l'annullamento per incompetenza funzionale.
Massime di principio
- Dopo il passaggio in giudicato, le istanze difensive che richiedono un intervento dell'autorità giudiziaria (es. incidente probatorio, prelievo di campioni, accesso a reperti) vanno in linea generale presentate al giudice dell'esecuzione e non alla Corte che potrebbe decidere sulla revisione prima che sia depositata formale domanda di revisione.
- La competenza funzionale è questione rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità: un provvedimento emanato da organo incompetente va annullato e gli atti devono essere trasmessi all'organo competente.
- La previsione di indagini difensive post-judice (art. 327-bis e art. 391-bis c.p.p.) legittima la raccolta di prove per una potenziale revisione, ma non sottrae la questione della competenza organizzativa: la scelta del giudice cui rivolgersi è cruciale e priva di essa la richiesta può essere annulata per incompetenza.
- Nelle situazioni in cui la difesa contesta elementi tecnico-scientifici (perizie, esiti di tamponi, confronto acustico), è importante provare la novità o la decisività della prova e rivolgere le richieste al giudice dell'esecuzione, documentando la rilevanza ai fini di una futura istanza di revisione.
- Se si ritiene viziata una perizia per inaffidabilità del perito, tale circostanza va opportunamente evidenziata e correlata a richiesta di accertamenti tecnici (incidenti probatori) presentata all'organo competente; l'attacco alla perizia da solo non sostituisce la necessità di rispettare le regole di competenza.
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