Sentenza del 14/10/2015 n. 20667 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società garante, dopo aver pagato il creditore in esecuzione della garanzia ed essersi surrogata nei diritti del creditore verso il debitore principale, aveva ottenuto un decreto ingiuntivo per recuperare la somma versata. Il decreto era stato registrato con imposta proporzionale del 3%, ma la società ne aveva chiesto il rimborso sostenendo che dovesse applicarsi l'imposta fissa, in quanto la prestazione di garanzia rientrava nell'ambito IVA e operava il principio di alternatività tra IVA e imposta di registro. L'Agenzia delle entrate ha contestato tale interpretazione, sostenendo che il decreto riguardava un autonomo obbligo restitutorio del debitore verso il garante e non il pagamento di un corrispettivo soggetto a IVA.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate, ha cassato la sentenza favorevole alla società e ha rinviato la causa ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Lombardia, anche per le spese. Ha stabilito che il decreto ingiuntivo ottenuto dal garante escusso, per recuperare dal debitore quanto pagato al creditore, è soggetto all'imposta di registro proporzionale del 3%. Il rapporto principale, la polizza fideiussoria e il rapporto di rivalsa o surrogazione sono autonomi e distinti; il decreto non riguarda un corrispettivo o una prestazione soggetta a IVA, ma la reintegrazione patrimoniale del garante dopo l'esecuzione della garanzia.
Norme richiamate
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 8, comma 1, lett. b), Tariffa, parte prima
"atti dell'autorità giudiziaria ... recanti condanna al pagamento di somme o valori"
Il decreto ingiuntivo esecutivo che condanna il debitore al pagamento di una somma è soggetto a imposta di registro proporzionale, nella misura del 3%, quando non opera il principio di alternatività con l'IVA.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, artt. 37 e 40
Il decreto ingiuntivo esecutivo è soggetto a registrazione; il principio di alternatività con l'IVA non si applica quando il decreto non dispone il pagamento di un corrispettivo o di una prestazione soggetta a IVA.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 20
Ai fini dell'imposta di registro rilevano gli effetti giuridici ed economici propri dell'atto registrato. Il decreto ottenuto dal garante produce effetti autonomi, consistenti nella reintegrazione della sua sfera patrimoniale.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 22
La disposizione conferma l'autonomia dei distinti rapporti e titoli rilevanti ai fini dell'imposta di registro.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 33, comma 2
"l'atto da cui risulta la surrogazione nei diritti del creditore ... è soggetto all'imposta stabilita per la cessione del diritto spettante al creditore surrogato"
La norma non esclude l'imposta proporzionale nel caso concreto, poiché il pagamento del garante non costituisce il corrispettivo o il controvalore di una prestazione della controparte.
Codice civile, art. 1949
"il fideiussore che ha pagato il debito è surrogato nei diritti che il creditore aveva contro il debitore"
Il pagamento del garante determina la surrogazione nei diritti del creditore, ma il successivo recupero della somma dal debitore costituisce esercizio di un diritto di rivalsa o surrogazione e non pagamento di un corrispettivo soggetto a IVA.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 22
I rapporti derivanti dal debito principale, dalla garanzia e dalla rivalsa del garante sono distinti e autonomi anche ai fini fiscali.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 10, comma 1, n. 1
La prestazione di garanzia può rientrare nell'ambito delle operazioni IVA, ancorché esente; ciò non comporta automaticamente l'applicazione dell'imposta fissa al decreto ingiuntivo ottenuto dal garante per recuperare quanto pagato.
Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 8, comma 4
"l'amministrazione finanziaria è tenuta a rimborsare il costo delle fideiussioni"
La norma distingue il costo della fideiussione dal successivo diritto del garante a recuperare dal debitore la somma pagata al creditore, confermando l'autonomia dei rapporti.
Massime di principio
- Quando un garante, dopo essere stato escusso, ottiene un decreto ingiuntivo contro il debitore principale per recuperare quanto pagato, il decreto riguarda un autonomo diritto di rivalsa o surrogazione e non il corrispettivo della prestazione di garanzia.
- La circostanza che la garanzia sia un'operazione soggetta o esente da IVA non comporta automaticamente l'applicazione dell'imposta di registro in misura fissa al decreto ingiuntivo successivo.
- Per stabilire il regime fiscale dell'atto giudiziario occorre considerare gli effetti propri del decreto e il rapporto concretamente azionato, non soltanto l'origine economica della somma richiesta.
- Il principio di alternatività tra IVA e imposta di registro opera quando il provvedimento giudiziario dispone il pagamento di un corrispettivo o di una prestazione soggetta a IVA; non opera per la mera restituzione di somme anticipate dal garante.
- In situazioni analoghe, un decreto ingiuntivo ottenuto dal garante contro il debitore principale deve essere normalmente registrato con aliquota proporzionale del 3% sul valore della condanna, salvo diverse specificità normative o fattuali.
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