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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33901/2022 del 14/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale commessa quale amministratore della New Daytona s.r.l.; il ricorrente denunciava: 1) violazione di legge e difetto di motivazione per mancata valutazione delle relazioni e dichiarazioni del curatore fallimentare (art. 33 legge fallimentare) e per mancata esplicitazione dell'elemento soggettivo relativo al concorso dell'extraneus; 2) violazione di legge e carenza motivazionale in ordine alla sussistenza dell'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità (art. 219 legge fallimentare), lamentando l'assenza di precisa quantificazione del valore dei beni sottratti e del nesso con il danno complessivo per i creditori.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha censurato la Corte d'appello per motivazione apparente e per non avere risposto alle specifiche censure sull'omessa valutazione delle relazioni del curatore e sulla mancata verifica dell'elemento soggettivo dell'extraneus. Ha inoltre ritenuto carente la motivazione sull'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità, richiamando il principio secondo cui tale aggravante richiede la prova che il valore dei beni sottratti abbia determinato un danno complessivamente rilevante per i creditori e che l'aggravante sia stata adeguatamente contestata in termini di fatto. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata e il procedimento rinviato per nuovo esame ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli, con istruzioni su quelli che devono essere i criteri di valutazione e di motivazione.

Norme richiamate

  • R.D. 267/1942 (legge fallimentare), art. 216

    Riferito rispetto alle pene accessorie; la Corte territoriale aveva rideterminato la durata delle pene accessorie. La Cassazione non entra nella misura ma richiede motivazione adeguata sull'applicazione delle norme fallimentari quando incidono su responsabilità e sanzioni.

  • R.D. 267/1942 (legge fallimentare), art. 219, comma 1 (aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità)

    La Corte sottolinea che l'aggravante si configura solo se al valore dei beni sottratti corrisponde un danno patrimoniale per i creditori complessivamente di entità rilevante; occorre adeguata quantificazione e indicazione in capo all'imputato, non è sufficiente la mera indicazione di somme o beni senza valutazione del pregiudizio per i creditori.

  • R.D. 267/1942 (legge fallimentare), art. 223

    Richiamato nella doglianza come norma rilevante al quadro normativo fallimentare; la pronuncia impone che l'applicazione delle norme sia adeguatamente motivata nei giudizi di responsabilità per bancarotta.

  • Legge fallimentare, art. 33 (relazione del curatore)

    La sentenza osserva che, sebbene le valutazioni del curatore non vincolino il giudice penale, quest'ultimo deve comunque confrontare e motivare il rifiuto del valore probatorio delle sue relazioni quando tali atti sono dedotti e valorizzati dalla difesa.

  • Codice di procedura penale, art. 192

    Riferito rispetto al difetto di motivazione; la Cassazione rileva che l'omesso esame delle censure specifiche di appello e la mancata risposta agli argomenti di fatto e di prova integrano vizio di motivazione ai sensi dei principi sul dovere di motivare le decisioni penali.

Massime di principio

  • Il giudice d'appello deve rispondere in modo specifico e motivato alle censure formulate in appello, soprattutto quando la difesa produce relazioni peritali o del curatore che possono incidere sulla ricostruzione dei fatti.
  • Le relazioni del curatore fallimentare non vincolano il giudice penale, ma l'esclusione del loro valore probatorio deve essere espressamente motivata e confrontata con gli argomenti difensivi.
  • Il dolo dell'extraneus nella bancarotta per distrazione richiede la consapevolezza che la propria condotta contribuisce al depauperamento del patrimonio sociale a danno dei creditori; non è necessario che l'extraneus conosca il dissesto, ma occorre prova della rappresentazione della pericolosità della condotta.
  • L'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità richiede non solo l'indicazione di beni o somme sottratte, ma una valutazione del loro valore commerciale e del conseguente danno complessivo per i creditori; essa deve essere adeguatamente contestata nell'imputazione.
  • In caso di motivazione carente sui punti essenziali (valutazione delle prove chiave, elemento soggettivo, quantificazione del danno), la Cassazione annulla e rinvia per nuovo esame, imponendo alla corte di merito di integrare la motivazione conformemente ai principi richiamati.
  • La mera riproposizione, senza approfondimento, delle conclusioni del giudice di primo grado non basta; la Corte d'appello deve autonomamente valutare le prove nuove o comunque le censure di merito sollevate in appello.

Testo integrale

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