Cassazione Penale, Sentenza n. 14457/2023 del 05/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello per motivi diversi: Giuseppe Bevilacqua e Anna Brigida Ragusa hanno contestato la qualificazione del loro comportamento come peculato sostenendo che le ONLUS coinvolte sono enti privati e che loro non erano incaricati di pubblico servizio né amministratori di fatto; Giusto Chiaracane ha dedotto vizi formali sull'indicazione del periodo temporale del fatto e la carenza probatoria in ordine alla sussistenza del reato di usura nonché l'errata determinazione del tasso usurario; Vincenzo Di Trapani ha sostenuto la mancata valutazione di elementi che, a suo dire, dimostrerebbero che la somma consegnata fosse un canone di affitto e non una dazione corruttiva per fini elettorali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di Giuseppe Bevilacqua e Anna Brigida Ragusa, ritenendo corretta la qualificazione come incaricati di pubblico servizio e la ricostruzione del peculato in relazione all'appropriazione e rivendita di derrate destinate a programmi pubblici/UE. Ha dichiarato inammissibile il ricorso di Vincenzo Di Trapani, perché mira a un nuovo apprezzamento critico del materiale probatorio e, dato che la vicenda è caratterizzata dalla prescrizione per quella parte, la Cassazione non ha proceduto al riesame. Ha accolto parzialmente il ricorso di Giusto Chiaracane, annullando la sentenza limitatamente alla sua posizione e rinviando per nuovo giudizio alla Corte d'appello su un punto di diritto: la determinazione analitica del tasso praticato e il confronto con il tasso soglia trimestrale/annuo, richiedendo un esame più puntuale per stabilire la natura usuraria degli interessi. Sono state imposte spese processuali e, per Di Trapani, il versamento alla Cassa delle ammende nella misura indicata in dispositivo.
Norme richiamate
art. 314 cod. pen.
La Corte ha ritenuto configurabile il delitto di peculato perché l'appropriazione di derrate finanziate da organi pubblici/UE è stata compiuta da soggetti qualificabili come incaricati di pubblico servizio; rileva la destinazione pubblicistica dei beni più che la forma giuridica dell'ente che li gestisce
art. 358 cod. pen.
Richiamato in relazione alla fattispecie di peculato per definire la categoria di "incaricato di pubblico servizio"; la valutazione è stata effettuata in chiave oggettiva, in base alle funzioni svolte e alla strumentalità dell'ente rispetto a finalità pubbliche
Regolamento (UE) n. 807/2010 e Regolamento (UE) n. 223/2014
Reg. (UE) n. 807/2010; Reg. (UE) n. 223/2014
Il Collegio ha richiamato i regolamenti UE che disciplinano la distribuzione di derrate agli indigenti e l'istituzione del FEAD per dimostrare il fondamento pubblicistico dell'intervento e l'inquadramento normativo che vincola prodotti e risorse, rafforzando la natura pubblicistica dell'attività di distribuzione
Regolamento delegato (UE) n. 1970/2015
Reg. (UE) delegato n. 1970/2015
Richiamato per affermare che le irregolarità nella gestione di fondi UE costituiscono violazione degli interessi finanziari dell'Unione e per valorizzare la necessità di rendicontazione e controllo nella catena di gestione delle derrate
d.lgs. n. 460/1997
Citato dai ricorrenti per sostenere la natura privatistica delle ONLUS; la Corte ha però precisato che la disciplina fiscale e privatistica dell'ONLUS non esclude che, quando svolgono funzioni attuative di programmi pubblici, possano essere valutate in termini di finalità pubblicistiche
art. 58, comma 1, d.l. n. 83/2012 conv. in L. n. 134/2012
art. 58, comma 1, d. l. n. 83 del 2012, conv. in L. n. 134 del 2012
Norma richiamata per spiegare la costituzione del Fondo nazionale per la distribuzione di derrate agli indigenti e il ruolo di A.G.E.A. nella gestione, a supporto della ricostruzione della cornice pubblicistica dell'intervento
art. 644 cod. pen.
Norma sostanziale relativa al reato di usura; la Corte ha ritenuto che, nel caso di Chiaracane, fosse necessario un calcolo analitico del tasso praticato e il confronto con il tasso soglia per stabilire se fosse superato
artt. 516, 521, 522, 604 cod. proc. pen.
art. 516, 521, 522, 604 cod. proc. pen.
Richiamati nel contesto di doglianze sulla precisione dell'imputazione e sulla correlazione tra capo di imputazione e sentenza; la Corte ha ritenuto ininfluente un errore materiale sull'anno quando non ha pregiudicato il diritto di difesa, e ha censurato deduzioni sollevate in cassazione che non erano state adeguatamente formulate in appello
art. 192 nn. 1 e 2 cod. proc. pen.
art. 192 nn. 1 e 2 cod. proc. pen.
Richiamati nella contestazione sulla valutazione delle intercettazioni; la Corte ha ritenuto la valutazione dei giudici di merito corretta, salvo nel caso specifico di Chiaracane dove è richiesta maggiore analiticità sul calcolo del tasso usurario
art. 129 comma 2 e art. 531 cod. proc. pen.
art. 129, comma 2; art. 531 cod. proc. pen.
Richiamati nella censura di Di Trapani relativa alla presunta omissione di valutazioni; la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché mirava a una rinnovata valutazione di merito e risultava inutile alla luce della prescrizione intervenuta
Massime di principio
- La qualificazione di "incaricato di pubblico servizio" si valuta oggettivamente in base alla funzione svolta e alla strumentalità dell'ente rispetto a finalità pubbliche: enti privati (ONLUS) che attuano programmi pubblici/UE possono comportare responsabilità per reati tipici della pubblica amministrazione se gestiscono beni destinati a fini pubblicistici
- Per il peculato rileva il possesso legittimo dei beni e la loro destinazione pubblica: non è necessaria una carica formale se il soggetto esercita funzioni decisionali e gestorie (amministratore di fatto)
- Le impugnazioni in Cassazione che richiedono un nuovo apprezzamento del materiale probatorio sono, salvo profili di diritto, spesso inammissibili; le doglianze di fatto devono emergere previamente nei gradi precedenti e non risolversi in mero riconsiderare la prova
- Errori materiali nell'indicazione del periodo (es. anno) nell'imputazione non comportano automaticamente nullità se non hanno ostacolato l'esercizio del diritto di difesa
- In tema di usura, la valutazione del tasso praticato richiede calcoli analitici e il confronto con il tasso soglia rilevante (mensile/trimestrale/annuo) per stabilire la natura del tasso: valutazioni generiche sul superamento del tasso soglia non sono sufficienti
- Quando la condotta denunciata poggia su norme e programmi pubblici o europei (es. distribuzione di aiuti ai bisognosi), la catena di responsabilità e gli obblighi di rendicontazione possono trasformare funzioni esercitate da soggetti privati in incarichi di pubblico servizio
- La mancata impugnazione in appello di determinate nullità o vizi proceduralmente rilevanti può precluderne la deduzione per la prima volta in Cassazione
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