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Cassazione Penale, Ordinanza n. 25206/2026 del 03/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione è stato proposto nell'interesse dell'imputato, condannato in appello per rapina aggravata, ed era articolato in tre motivi. Con il primo si deduceva vizio di motivazione sulla sussistenza del reato di rapina aggravata, contestando la ricostruzione della cronologia dei fatti e la qualificazione della violenza come finalizzata ad assicurarsi l'impunità. Con il secondo si lamentava il vizio di motivazione sul mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e, più in generale, sul trattamento sanzionatorio. Con il terzo si deduceva il vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della sostituzione della pena detentiva. La Corte rileva che le censure riproducevano doglianze già esaminate e respinte in appello, si risolvevano in una richiesta di rivalutazione del merito e, per il terzo motivo, difettavano di specificità e correlazione con la motivazione della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo non proponibile perché meramente reiterativo di quanto già dedotto in appello e comunque diretto a ottenere una diversa lettura del materiale probatorio; ha reputato infondato il secondo motivo, osservando che il diniego delle attenuanti generiche era stato motivato con riferimento a elementi ritenuti decisivi, ossia le modalità della condotta e l'assenza di segnali di resipiscenza; ha infine giudicato generico il terzo motivo, poiché privo della necessaria correlazione con le ragioni della decisione impugnata, aggiungendo che la Corte territoriale aveva escluso la sostituzione della pena per l'incapacità di autocontrollo dell'imputato e la recidività delle condotte. Ne è conseguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628, comma 2, c.p.

    La Corte considera la contestazione relativa alla rapina aggravata e ritiene corretta la ricostruzione della violenza successiva alla sottrazione della merce, qualificata come diretta ad assicurarsi l'impunità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito proporre una mera rilettura del merito o reiterare censure già dedotte e disattese in appello con motivazione congrua e priva di vizi logici.
  • Il vizio di motivazione non sussiste quando la sentenza impugnata dia conto in modo logicamente coerente degli elementi probatori decisivi, come la cronologia dei fatti accertata tramite videoregistrazioni e testimonianze.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è adeguatamente motivato se il giudice di merito valorizza gli elementi ritenuti decisivi, senza dover esaminare puntualmente ogni dato favorevole o sfavorevole prospettato dalle parti.
  • La doglianza sulla sostituzione della pena è inammissibile o generica se non si confronta specificamente con le ragioni poste a base della decisione impugnata.
  • La sostituzione della pena può essere legittimamente esclusa quando la motivazione faccia riferimento all'incapacità di autocontrollo dell'imputato e alla recidività delle condotte.

Come è indicizzato

MaterieRapinaImpugnazioniPena e commisurazione
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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