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Sentenza

Sentenza n. 1630/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione prima, n. 8673 del 5 maggio 2025, concernente la gara per il servizio di ristorazione collettiva presso le articolazioni della Polizia di Stato dislocate sul territorio nazionale nelle Regioni del Nord Est (CIG: B27F98F193).

Giustizia amministrativa202506890

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Aggiudicazione del servizio di ristorazione collettiva per le articolazioni della Polizia di Stato nelle Regioni del Nord Est e sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso principale e dichiarato improcedibile il ricorso incidentale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante e aggiudicataria)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa seconda classificata ha impugnato l'aggiudicazione deducendo: offerta condizionata dell'aggiudicataria, perché il progetto per la gestione delle emergenze faceva riferimento anche a centri di cottura subordinati ad autorizzazioni o comunque a disponibilità non certe; violazione dei CAM e delle caratteristiche minime del capitolato per l'offerta di prodotti asseritamente vietati; erronea attribuzione dei punteggi per i criteri relativi ai prodotti biologici, a chilometro zero, di filiera corta e provenienti da agricoltura sociale; incongruità dell'offerta economica e violazione dei trattamenti salariali minimi in relazione al costo della manodopera e al numero degli addetti; omessa o fuorviante dichiarazione di precedenti penali contrattuali e conseguente grave illecito professionale ai sensi degli artt. 95, 96 e 98 del d.lgs. 36/2023. L'aggiudicataria ha proposto appello incidentale contro la dichiarazione di improcedibilità del proprio ricorso incidentale, con il quale aveva contestato l'ammissione dell'offerta della seconda classificata.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto sia l'appello principale sia quello incidentale, confermando la sentenza del TAR. Quanto all'offerta condizionata, ha ritenuto che l'aggiudicataria si fosse impegnata direttamente a garantire le prestazioni supplementari mediante una pluralità di strumenti alternativi, subordinando solo le concrete modalità operative all'autorizzazione preventiva della stazione appaltante. Tale autorizzazione non costituisce un evento incerto riferibile a un terzo tale da rendere condizionata l'offerta; inoltre, le cucine dell'Arma dei Carabinieri risultavano nella disponibilità dell'aggiudicataria in forza di un contratto efficace. In relazione ai CAM, la dichiarazione sostitutiva resa dall'aggiudicataria attestava il possesso dei requisiti e consentiva alla stazione appaltante di verificare il rispetto dei criteri nella fase esecutiva, sicché la questione non incideva sull'aggiudicazione. I punteggi per i prodotti biologici, a chilometro zero e di filiera corta erano stati legittimamente attribuiti in proporzione al maggior numero e alla rappresentatività dei prodotti offerti, con riparametrazione dell'offerta tecnicamente migliore; non era quindi dovuto lo stesso punteggio massimo a concorrenti che avevano indicato un numero diverso di prodotti. Le valutazioni della commissione non apparivano abnormi o manifestamente inattendibili e non potevano essere sostituite dal giudice. Quanto al costo del lavoro, le tabelle ministeriali individuano il costo orario complessivo del dipendente e non una retribuzione minima inderogabile; lo scostamento dai valori tabellari non determina automaticamente l'anomalia, dovendo essere valutata la sua significatività e ingiustificatezza nel quadro complessivo dell'offerta. Nel caso concreto, i costi della manodopera dichiarati dall'aggiudicataria erano persino superiori a quelli stimati dalla stazione appaltante. Infine, l'omessa indicazione puntuale della percentuale delle penali applicate in precedenti contratti non integrava, per natura e numero delle penali dichiarate, un grave illecito professionale; la stazione appaltante aveva legittimamente esercitato la propria discrezionalità nel valutare l'irrilevanza delle circostanze rispetto all'affidabilità dell'impresa e all'oggetto della gara. L'appello incidentale è stato respinto perché, a seguito del rigetto del ricorso principale, permaneva l'improcedibilità per carenza di interesse del ricorso incidentale proposto in primo grado. Le spese del grado sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 120 c.p.a.

    La controversia è stata trattata secondo il rito speciale relativo alle procedure di affidamento dei contratti pubblici.

  • art. 95, comma 1, lett. e), d.lgs. 36/2023

    La causa di esclusione relativa al grave illecito professionale richiede una valutazione concreta dell'affidabilità dell'operatore economico.

  • art. 96 d.lgs. 36/2023

    Disciplina gli obblighi dichiarativi degli operatori economici e le conseguenze delle informazioni omesse o incomplete.

  • art. 98, comma 3, lett. b) e c), d.lgs. 36/2023

    Le penali e gli altri fatti concernenti precedenti rapporti contrattuali rilevano ai fini del grave illecito professionale solo se concretamente idonei a porre in dubbio l'integrità o l'affidabilità dell'operatore.

  • D.M. 65/2020

    I CAM per il servizio di ristorazione collettiva possono essere verificati anche nella fase esecutiva quando l'operatore abbia reso la dichiarazione prescritta circa il loro possesso e rispetto.

  • art. 3, comma 1, lett. b), d.P.C.S. 22 dicembre 2016, n. 167

    Il limitato superamento dei limiti dimensionali dell'appello incidentale non ha comportato una sanzione economica.

Massime di principio

  • L'offerta non è condizionata quando l'operatore assume immediatamente l'obbligo di garantire la prestazione e indica una pluralità di strumenti alternativi, anche se le concrete modalità di impiego di talune strutture sono subordinate alla preventiva autorizzazione della stazione appaltante; tale autorizzazione non equivale a un evento incerto dipendente da un terzo quando rientra nell'ordinaria organizzazione e gestione del servizio.
  • La dichiarazione dell'operatore economico circa il possesso dei CAM consente alla stazione appaltante di rinviare alla fase esecutiva le verifiche sul loro concreto rispetto, purché la lex specialis non imponga che tale verifica debba necessariamente avvenire già nella fase di valutazione dell'offerta.
  • Nelle gare in cui la lex specialis rapporta il punteggio al maggior numero o alla maggiore rappresentatività dei prodotti offerti, è legittimo attribuire il punteggio massimo all'offerta tecnicamente migliore e riparametrare proporzionalmente le altre; il fatto che più concorrenti si impegnino a fornire il 100% dei prodotti indicati non impone loro lo stesso punteggio se differisce il numero complessivo dei prodotti considerati.
  • Lo scostamento del costo del lavoro dai valori delle tabelle ministeriali non determina automaticamente l'anomalia dell'offerta, poiché tali tabelle esprimono il costo orario complessivo del lavoro e non necessariamente un trattamento salariale minimo inderogabile; occorre verificare se lo scostamento sia significativo, ingiustificato e tale da compromettere l'affidabilità complessiva dell'offerta.
  • La mancata o incompleta indicazione di penali applicate in precedenti contratti non determina automaticamente l'esclusione per grave illecito professionale: la stazione appaltante deve valutare, nell'esercizio della propria discrezionalità, natura, numero, entità e rilevanza delle penali rispetto all'affidabilità dell'operatore e all'oggetto della specifica gara.

Come è indicizzato

MaterieProcedura di garaOfferta e valutazioneRequisiti di partecipazione ed esclusioneRito appalti e sorte del contratto
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomaterieOfferta indeterminata, condizionata o in aumentoCause di esclusioneGrave illecito professionaleCriteri di aggiudicazione e punteggi
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaConcorrenza ed evidenza pubblicaDifetto di istruttoriaLegittimazione e interesse a ricorrere

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