Sentenza n. 11670/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento del decreto di rigetto del visto per motivi di lavoro emesso dall'Ambasciata d'Italia Il Cairo di cui prot. n. 569 pratica n. 230003847 del 06.07.2025 e notificato in pari data;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di rigetto del visto d'ingresso per motivi di lavoro emesso dall'Ambasciata d'Italia al Cairo per intervenuta scadenza del nulla osta
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso per lavoro, motivato dall'amministrazione con il decorso del termine di validità temporale del nulla osta al momento della richiesta. Ha dedotto la violazione della disciplina di settore e l'eccesso di potere, sostenendo di possedere i presupposti per il rilascio del visto. Ha rappresentato di non aver potuto attivare tempestivamente la procedura a causa dei postumi di un grave incidente, documentati mediante certificazione medica, e di aver inutilmente richiesto più volte un appuntamento alla società incaricata della gestione esternalizzata delle domande. In sede cautelare il ricorso era stato accolto, con restituzione degli atti all'amministrazione per il riesame; successivamente il TAR aveva disposto un'istruttoria sullo stato del procedimento di rivalutazione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso richiamando la motivazione della precedente ordinanza cautelare. Ha affermato che la disciplina applicabile impone alla sede diplomatica di valutare l'eventuale sussistenza di una causa di forza maggiore o comunque di un impedimento non imputabile all'interessato che abbia impedito il rispetto del termine di validità del nulla osta, quando tali circostanze siano rappresentate e documentate. La documentazione medica prodotta ha dimostrato condizioni critiche di salute idonee a impedire l'attivazione tempestiva della procedura di rilascio del visto e ha integrato una causa di giustificazione. Il diniego è stato quindi annullato. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori, con rifusione del contributo unificato se versato.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
ex art. 60 cod. proc. amm.
Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.
art. 22, commi 2-ter e 2-quinquies, TUIMM
commi 2 ter e 2 quinquies dell’art. 22 TUIMM
Richiamati in via analogica come indice della necessità di considerare, nei procedimenti collegati al lavoro degli stranieri, cause di forza maggiore o impedimenti oggettivi non imputabili all'interessato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196
Ha costituito il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti e della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003 quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nel procedimento di rilascio del visto d'ingresso per motivi di lavoro, la sede diplomatica deve valutare, quando siano allegati e documentati, impedimenti oggettivi non imputabili al richiedente che abbiano reso impossibile il rispetto del termine di validità del nulla osta.
- Una grave condizione di salute, adeguatamente comprovata e causalmente impeditiva dell'attivazione tempestiva della procedura di rilascio del visto, può integrare una causa di forza maggiore o una causa di giustificazione del mancato rispetto del termine.
- Il mero decorso del termine di validità del nulla osta non legittima automaticamente il diniego del visto quando il richiedente dimostri che il ritardo è dipeso da circostanze oggettive, non imputabili e debitamente documentate.
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