Cassazione Penale, Sentenza n. 2564/2024 del 22/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli dell'08/03/2023 che aveva confermato il decreto del G.I.P. (23/11/2022) con cui era stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei beni della A.F.R. LOCOMOTORI s.r.l. ritenuti profitto del reato previsto dall'art. 10‑quater del d.lgs. n. 74/2000. Il curatore (ricorrente) sosteneva l'inopponibilità al fallimento della misura cautelare reale adottata con riferimento a somme già nella disponibilità della fallita e chiedeva l'annullamento dell'ordinanza ovvero, in subordine, il rinvio in attesa della decisione delle Sezioni Unite sulla possibilità di sequestrare beni già attratti alla massa fallimentare.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha richiamato la recente pronuncia delle Sezioni Unite (Sez. U, n. 40797 del 22/06/2023, Fallimento Lavanderia Giglio s.n.c.) che ha affermato che l'avvio della procedura fallimentare non ostacola l'adozione né la permanenza del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati tributari. Alla luce di tale precedente, il ricorso è stato ritenuto infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.lgs. n. 74 del 2000, art. 10‑quater
La norma è stata applicata come fondamento per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei beni ritenuti profitto di reato tributario; la Corte ha ritenuto legittimo il sequestro anche se i beni erano nella disponibilità della fallita.
Sezioni Unite, Sez. U, n. 40797 del 22/06/2023 (Fallimento Lavanderia Giglio s.n.c., Rv. 285144 - 01)
Le Sezioni Unite hanno stabilito che l'apertura della procedura fallimentare non impedisce l'adozione né la permanenza del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati tributari; decisione utilizzata dalla Corte per rigettare il ricorso.
Massime di principio
- Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati tributari può essere disposto o mantenuto anche se è intervenuta nel frattempo la dichiarazione di fallimento.
- Il fatto che i beni si trovino nella massa fallimentare non impedisce automaticamente la misura cautelare se essi sono qualificati come profitto del reato; la natura sostanziale del bene (profitto illecito) prevale sull'attrazione formale alla massa.
- Il curatore fallimentare può contestare la qualificazione dei beni come profitto di reato o proporre misure alternative/garanzie, ma non può basare la propria opposizione sull'unico argomento dell'inopponibilità del fallimento se la giurisprudenza consolidata lo ha escluso.
- Occorre un coordinamento tra procedimento penale e procedura concorsuale per tutelare i creditori e valutare eventuali diritti di regresso o rivalsa della massa verso somme eventualmente sottratte.
- In simili contenziosi è rilevante monitorare la giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite) perché può decidere questioni preclusive; una volta definito il principio dalle Sezioni Unite, l'esito processuale è fortemente influenzato da tale orientamento.
- Il soccombente può essere condannato alle spese processuali; pertanto valutare anche il profilo economico del ricorso prima di agire.
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