Sentenza n. 1908/2026 - Milano, Sezione 3
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 5771/2024 depositata in data 18/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 5771/2024, che aveva ordinato il riconoscimento della carta docente per gli anni indicati
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti creditrici)
Prevale il privato
La controversia
Le ricorrenti hanno chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 5771/2024, passata in giudicato e ritualmente notificata, con la quale il Ministero era stato condannato a mettere a loro disposizione la carta docente per un importo di 500 euro per ciascun anno: dal 2020 al 2023 per una ricorrente e dal 2019 al 2022 per l'altra. Il Ministero non aveva dato esecuzione al titolo, né effettuando pagamenti, neppure parziali, né fornendo indicazioni sull'andamento della procedura. Il giudizio di ottemperanza non comprendeva le spese di lite liquidate dal giudice ordinario, distratte in favore dei difensori. Le ricorrenti chiedevano inoltre gli interessi sulle somme riconosciute.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Milano. Ha ritenuto decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, e rilevato che il credito non era contestato nell'an e nel quantum. Ha ordinato al Ministero di eseguire integralmente il pagamento entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con facoltà di delega, assegnandogli un termine di ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza. Ha escluso gli interessi, ritenendo che l'importo della carta docente sia stabilito al valore nominale senza ulteriori maggiorazioni, anche in caso di utilizzo nell'anno successivo, ai sensi dell'art. 2 del D.P.C.M. 28 novembre 2016. Ha condannato il Ministero al pagamento di 800 euro, oltre accessori, per spese di lite, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il termine dilatorio per il pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche deve essere decorso prima di poter procedere all'esecuzione del titolo mediante giudizio di ottemperanza.
art. 2 D.P.C.M. 28 novembre 2016
valore nominale, senza ulteriori maggiorazioni, nemmeno ove venga utilizzato nell’anno successivo a quello di erogazione
Il valore della carta docente è nominale e non può essere maggiorato con interessi, anche se utilizzato nell'anno successivo a quello di erogazione.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza a una sentenza di condanna pecuniaria passata in giudicato e ritualmente notificata, l'inottemperanza può essere dichiarata quando sia decorso il termine dilatorio previsto per i pagamenti delle pubbliche amministrazioni e l'amministrazione non abbia eseguito, neppure parzialmente, la prestazione dovuta.
- Quando l'amministrazione resistente non contesta l'esistenza o l'ammontare del credito e non fornisce prova dell'adempimento, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'integrale esecuzione del titolo entro un termine assegnato, nominando preventivamente un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inerzia.
- Il giudizio di ottemperanza resta circoscritto alle obbligazioni comprese nella domanda e nel titolo azionato; le spese di lite distratte in favore dei difensori non sono comprese se l'azione esecutiva non è stata proposta anche per tali somme.
- Quando una disciplina speciale stabilisce il valore nominale di un beneficio economico senza ulteriori maggiorazioni, il relativo credito non può essere incrementato con interessi per il ritardato riconoscimento o utilizzo.
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