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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39103/2025 del 03/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Rizzi era stato condannato per diffamazione (art.595, comma 3 c.p.) per aver pubblicato su Facebook l'accusa che il medico veterinario Cipponeri, in turno presso l'A.S.P., non si fosse recato a soccorrere un cane randagio agonizzante (presunto avvelenamento), ipotizzando il reato di cui all'art.328 c.p. Il ricorrente ha impugnato la sentenza di appello invocando: 1) l'esimente del diritto di critica/politica (art.51 c.p.), essendo esponente di un partito animalista; 2) l'errore su norma extra-penale (art.47 c.p.), in quanto avrebbe ritenuto esistente l'obbligo di intervento; 3) il riconoscimento della particolare tenuità del fatto (art.131-bis c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la notizia diffusa da Rizzi era oggettivamente falsa o gravemente distorta: il dott. Cipponeri non era tenuto o era nell'impossibilità di intervenire e il cane era stato preso in carico dal dott. Monaco. La Corte ha ritenuto che la diffusione consapevole o sbrigativa di una rappresentazione falsa non rientri nell'esimente del diritto di critica, nemmeno putativa, poiché mancava una convinzione ragionevole sulla verità dei fatti; l'errore su norma extra-penale non è stato ritenuto giustificabile né idoneo ad escludere il dolo. Il motivo relativo alla particolare tenuità è inedito in cassazione (non dedotto in appello) e pertanto non valutabile; comunque, i fatti non risultano tenui. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 595, comma 3, cod. pen.

    Norma sulla diffamazione aggravata: la Corte ha ritenuto sussistente il reato per la divulgazione, su social, di una notizia falsa e denigratoria riferita a persona determinata; la veridicità del fatto storico è requisito essenziale per escludere la responsabilità.

  • art. 328, cod. pen.

    Norma sul rifiuto di atti d'ufficio: la Corte ha rilevato che tale obbligo non sussisteva nel caso concreto (o il medico era nell'impossibilità di intervenire), quindi l'accusa rivolta al sanitario era infondata.

  • art. 51, cod. pen.

    Esimente del diritto di critica: riconosciuta dalla giurisprudenza solo se la critica si fonda su fatti veri o su una ragionevole convinzione della loro verità; nel caso concreto l'esimente, anche nella forma putativa, non è applicabile poiché mancava una convinzione giustificabile sulla verità dei fatti.

  • art. 47, cod. pen.

    Errore su norma (o su fattispecie): la Corte ha ritenuto che l'errore invocato non fosse rilevante né giustificabile, essendo il ricorrente in grado di verificare facilmente i fatti; pertanto l'errore non esclude il dolo.

  • art. 131-bis, cod. pen.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità: non esaminata in cassazione perché inedita (non dedotta in appello); inoltre la Corte di merito aveva valutato la condotta come non tenue.

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Norma che regola la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso: la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese ex art.616.

  • art. 611 e art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Riferimenti procedurali: il ricorso è stato trattato secondo le norme aggiornate (trattazione scritta senza udienza orale) e nei limiti di deducibilità previsti per il ricorso per cassazione.

  • art. 129, cod. proc. pen.

    Richiamata nella valutazione se la Corte d'appello dovesse rilevare d'ufficio questioni come la tenuità: la Cassazione osserva che comunque il ricorrente doveva indicare i presupposti per chiedere tale valutazione.

Massime di principio

  • La pubblicazione su social di accuse riferite a fatti specifici richiede verifica della veridicità: il diritto di critica (anche politico) non copre notizie false o distorte.
  • L'esimente putativa del diritto di critica è applicabile solo se l'agente aveva una convinzione ragionevole e giustificabile sulla verità dei fatti; mera convinzione soggettiva o superficialità non è sufficiente.
  • L'errore sulla normativa esterna (errore su legge extra-penale) può escludere il dolo solo se l'errore è effettivo, rilevante e giustificabile; conoscenza diretta dei fatti e possibilità di facile verifica escludono la scusabilità.
  • Questioni nuove non dedotte in appello (es. richiesta di applicazione dell'art.131-bis) risultano in genere inammissibili in cassazione; vanno tempestivamente sollevate nel corso del processo.
  • La responsabilità per contenuti postati dall'amministratore di una pagina può sussistere se i contenuti diffamatori sono attribuibili a lui; tuttavia commenti di terzi non sono automaticamente imputabili all'amministratore se non dimostrabile l'attribuzione.
  • Quando si critica un fatto 'di cronaca' con riferimenti puntuali a persone identificate, l'onere di verifica è particolarmente stringente: la gravità della imputazione aggrava l'obbligo di verifica.

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